San Casciano, la legge travolta da un camper

Sarà una moda, questa di spostare resti archeologici, se non interi edifici, lì dove fa più comodo metterli? O sarà un messaggio nemmeno tanto velato che il mondo moderno, l’Italia che avanza e che guarda al futuro, manda al mondo dell’archeologia, per dire che basta, si cambia pagina, e degli antichi non frega più niente a nessuno?

Camper Laika

Dopo i casi di Modena e Roma, mi segnalano il trasloco forzato di una casa etrusca e di parte di una villa rustica romana nella Val di Pesa, dove il gruppo Hymer ha acquisito l’azienda Laika (quella dei camper) e ha chiesto e ottenuto una conversione di un terreno agricolo in industriale su un terreno a Ponterotto, nel comune di San Casciano, per costruire nuovi e più ampli capannoni industriali – un vero ecomostro –  in piena campagna chiantigiana. Durante gli scavi per la realizzazione dei nuovi capannoni, nel 2010, sono emersi importanti resti archeologici ma, come per magia, nel mese di agosto 2011 la Giunta comunale di San Casciano ha approvato una delibera sfacciata, dal titolo ‘Approvazione accordo per la disciplina dei rapporti per la rimozione, ricollocazione, restauro e valorizzazione delle strutture archeologiche rinvenute in località Ponterotto‘ che decreta che qualunque ostacolo archeologico sarà ritrovato a Ponterotto verrà rimosso e rimesso insieme altrove.

Dal mese di aprile 2010 il consigliere comunale Lucia Carlesi  chiedeva un chiarimento in merito agli scavi in atto nel sito, e l’Amministrazione comunale e la Soprintendenza rispondevano che, una volta chiusa l’indagine archeologica, sarebbe stata resa nota la relazione finale circa l’entità dei ritrovamenti che non è mai arrivata. In realtà già dal giugno del 2010 il gruppo Hymer aveva già ottenuto che i reperti fossero rimossi e ricollocati, ma nessuno ha agito con trasparenza e spiegato cosa stava accadendo.

La Carlesi ha presentato il 29 settembre scorso in Comune un ordine del giorno per chiedere la revoca della delibera, ma  il consiglio comunale (guidato dal Sindaco Pescini, eletto da PD, Italia dei Valori, Sinistra per San Casciano)  ha votato compatto contro.

Oggi sul sito della Provincia di Firenze è pubblicato un comunicato che dichiara sconfitta la legislazione dei Beni Culturali in Italia, con una sfrontatezza che è riassunta in questa frase ottusa:”La scelta dell’amministrazione comunale e delle parti coinvolte è stata quella di coniugare lo sviluppo economico del territorio consentendo la costruzione dell’azienda Laika e mantenendo circa 1300 posti di lavoro in situ fra dipendenti e indotto, nel massimo rispetto del paesaggio esistente, e la valorizzazione evitando in tutti i modi la ormai superata e obsoleta idea della contrapposizione fra ritrovamento archeologico e ‘vita quotidiana e contemporanea’. Una scelta che è specchio senso pubblico dell’amministrazione: garantire il lavoro nel proprio territorio e, nello stesso tempo, valorizzarne le risorse storico-culturali.”

Un pensiero e un linguaggio forzaitalioti, uno scempio da non dimenticare, la prossima volta che si va in cabina elettorale.

Aggiungo a quanto detto il link ad una nuova inchiesta su repubblica.it, che sottolinea come la Soprintendenza della Toscana abbia i nervi tesi in questi giorni.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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9 risposte a San Casciano, la legge travolta da un camper

  1. Antonio ha detto:

    Tutti archeologi voi vero?
    Ma lo sapete che vuol dire fare l’archeologo?
    Lasciate parlare chi ha i titoli. Serve la laurea e la specializzazione.
    Vorrei vedere chi si permette di mettere in discussione un altro laureato.
    Basta!! Precari e maltrattati da associazioni che non ne sanno niente.
    venite a fare pala e piccone in mezzo al fango, poi ne parliamo.

  2. Antonio ha detto:

    Inoltre …
    il Codice dei Beni culturali, se qualcuno di voi l’avesse letto,
    prevede opere di questo genere. Informatevi prima di parlare..
    http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1240240310779_codice2008.pdf

    • Ciao Antonio, anche io sono archeologa, con tanto di laurea e specializzazione, ma credo che per capire che quanto è stato fatto a San Casciano sia un atto sbagliato, antistorico e dettato solo da interessi economici trasversali basta ragionare. In ogni caso, se si dovesse adottare questo criterio ogni volta che durante grandi lavori – metro, ecc. – si trova qualcosa di importante, ben presto non sapremmo più dove ricollocare queste strutture . Mi pare che quel terreno non fosse proprio l’unico dove costruire quei capannoni. Capisco che tu senta di dover difendere la categoria degli archeologi, ma ci sono molti tuoi colleghi che la pensano diversamente da te, anche perchè sono iniziative come queste che fanno progressivamente perdere ogni significato al nostro mestiere. Inoltre non esiste codice dei beni culturali, su questo pianeta, che approvi il falso.

  3. Antonio ha detto:

    Se tu avessi lavorato come archeologa sapresti che raramente si trasferiscono i manufatti trovati.
    PERCHE’ DI SOLITO SI SCAVANO, SI DOCUMENTANO E SI DISTRUGGONO!! Come nel caso delle centinaia di siti della TAV.
    Quindi le volte che questo non succede, e un privato paga lo scavo, paga lo spostamento, la documentazione e regala un parco archeologico allo Stato (UNICO ENTE CHE DECIDE IN MATERIA DI B.C.) non vedo perchè bisogna ostacolarlo. Chi rovina l’archeologia è chi, da fuori, non sapendone niente, si intromette.
    ALTRO: non avendo mai consegnato tu una relazione archeologica, a quanto pare, non sai che ci sono 5 anni per pubblicarla. Lo scavo è finito? Nel 2010? Gli vogliamo dare tempo di studiare o dobbiamo scrivere basandoci sul sentito dire. Tu da chi prendi queste informazioni su San Casciano? Informati bene prima di scrivere. E torna a fare l’archeologa, se vuoi continuare a scriverne, ne avresti bisogno. Consiglio di un amico

    • Ciao Antonio, più scrivi più mi fai capire che ragioniamo in modo diverso: non ne faccio una questione tecnica, ma di pure logica. Ovvio che la maggior parte delle volte si distrugge ciò che si trova, ma in questo caso mi pare abbastanza chiaro che si è agito in cattiva fede, non aggiornando chi chiedeva a giusto titolo informazioni corrette e trasparenza, e favorendo una azienda privata che poteva certamente trovare un luogo più idoneo alla costruzione di quei capannoni. Non ci vogliono cinque anni per capirlo, non ci vuole una relazione definitiva, che in ogni caso non è stata considerata importante, visto che la decisione è stata presa già in questi mesi; allora serve non serve, conta o non conta questa relazione? Forse, se ci sono interessi diversi, economici e non culturali, non conta un bel niente, e ti ripeto che con questo criterio non conta nulla il tuo lavoro, non vale niente. Capisco che ti dia fastidio ma il mestiere dell’archeologo si può fare in modo un po’ più coerente di quanto non pensi. Prova anche tu.

    • giuseppe ha detto:

      Piccolo appunto a quanto scrive Antonio: La Hymer paga lo scavo perché questa è la precondizione per poter edificare il capannone, è quanto prescrive la legge e non è il frutto di un mecenatismo dell’impresa.
      La documentazione fotografica dello scavo, propedeutica allo smantellamento del sito, la paghiamo noi con le nostre tasse visto che la giunta di san Casciano ha messo questo lavoro in carico al Comune nel protocollo di intesa con la Hymer che ha deliberato in agosto 2011. Lo spostamento con gru dei muri e dei blocchi di reperti idem, li paghiamo noi visto che anche questo è a carico del Comune nel medesimo accordo, ed il parco archeologico NON LO REGALA, perché lo paga integralmente il Comune (dal riassemblaggio dei muretti fatti a pezzi, alla ricostruzione delle pavimentazioni, etc.)
      Laika a dire il vero non regala neanche il terreno, perché si tratta di uno spazio che avrebbe dovuto comunque passare in proprietà al Comune al termine del periodo di realizzazione delle opere soggette a permesso di costruire (tre anni), come succede per le aree a standard ordinariamente; la differenza con l’ordinario è che il privato che edifica in genere ci mette i soldi per la realizzazione di parchi e giardini o parcheggi, e poi li consegna al Comune. Quindi: LAIKA (il privato) fa pagarealla comunità in parte lo scavo e lo smantellamento (la recinzione di cantiere, la documentazione, la supervisione dei tecnici restauratori, la gru, etc.) e fa pagare del tutto il rimontaggio del parco archeologico patacca. Per quel che riguarda la relazione che non c’è: se lo scavo non è finito, non c’è una inventariazione e uno studio completo, a che titolo tutti gli organi coinvolti (Ministero, direzione regionale, etc.) hanno dato pareri favorevoli? per sentito dire? su relazione orale? come mai il Comune aveva già deciso di approvare e far propria l’istanza di rimozione dei reperti avanzata dall’azienda ad agosto 2010 quando solo nel settembre 2010 emerge la consistenza dei resti romani, costringendo la Hymer a fare un’altra istanza? Ma lo sapete che l’Amministrazione comunale di San Casciano, a richiesta ufficiale, ancora adesso ad ottobre 2011 risponde di non sapere se esiste o meno una qualche relazione sugli scavi e dichiara di fidarsi semplicemente del giudizio della sovrintendenza? Qui mi spiace per Antonio ma mi sembra che l’archeologia e le sue ragioni siano del tuttto sacrificate A PRIORI necessità di edificazione dell’azienda sicuramente lucrose e legittime ma mi sembra non del tutto coincidenti con l’interesse puibblico alla tutela dei beni culturali.
      giuseppe

    • Caro Antonio, come ti scrivevo giorni fa sono in molti gli archeologi che difendono la storia come una priorità, certi di essere nel giusto e soprattutto di rispettare la Legge, una cosa che in questo Paese sta passando di moda in tutti i campi. Qui una intervista rilasciata da Settis sull’argomento. Buon lavoro.

  4. Bianca Bunia ha detto:

    Non sono una sancascianese, ma conosco bene e amo quella zona, per questo motivo seguo con interesse il dibattito che si è acceso sullo stabilimento Laika che si vuole costruire in località Ponterotto, vicino a San Casciano Val di Pesa.

    Ho visto anche l’inchiesta pubblicata sul sito de La Repubblica (http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/10/17/news/archeologia_industriale-23359564/), dove, tra gli altri compare un video nel quale i giornalisti subiscono l’attacco di una archeologa che chiama addirittura i carabinieri (http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/10/17/video/arrivano_i_carabinieri-23389755/1/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2011%2F10%2F17%2Fnews%2Farcheologia_industriale-23359564%2F).

    Devo dire, sono rimasta piuttosto impressionata: da quando i Beni Culturali sono segreti di stato? Da quando dare una testimonianza sull’andamento di questioni che riguardano tutti i cittadini viola la legge? Forse si deve nascondere qualcosa? Forse non è tutto in regola?
    E poi, un’altra domanda (forse ingenua): come mai la Soprintendenza ha firmato il permesso di “rimuovere” i reperti (le strutture archeologiche!) se non esiste ancora una relazione finale?
    E, poi, perché proprio lì? Non esistono altri luoghi, più adatti ad uno stabilimento che produce camper?: in quella zona le strade sono strette e tortuose! (E il paesaggio bellissimo!)

    Bianca

  5. Stefano ha detto:

    Al di là della questione archeologica, se pur rilevante, mi sembra che il problema maggiore sia quello paesaggistico!
    La zone è bellissima e visitata ogni giorno da cicloturisti di tutto il mondo che, sono sorpresi solo dai capannoni della zona artigianale che fanno scempio della valle. Ovviamente, non sanno che una fabbrica che produce camper sarà trasferita nella zona….se no sai che risate!

    Mi chiedo ma di mille aree in prossimità della Firenze-Siena più adatte a costruire uno stabilmento industriale proprio a Ponterotto si doveva fare questa cosa???
    Dovranno arrivare in zona camion enormi per il trasporto e si dovranno costruire infrastrutture (parcheggi, autobus) per i la mobilità dei dipendenti Laika, qui lungo una statale in mezzo ai vigneti del Chianti.
    Sono in molti a chiederselo e sono in molti ad aver perso la fiducia in questo gruppo di politici che ha voluto a tutti i costi sposare questa causa!

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