Renzi, Rohani e il concetto di osceno

Ci sono molti luoghi istituzionali dove è possibile accogliere personaggi politici per discutere, appunto di politica, e a Roma certamente abbondano, è cosa nota.

1453800334-olycom-20160126072131-17232146

E’ anche noto che Renzi ormai considera il Campidoglio cosa sua. Forse è per questo che per ricevere il Presidente iraniano Rohani si è scelto proprio il Campidoglio, e che per non turbare la sensibilità dell’illustre ospite si è deciso di nascondere dietro osceni, quelli sì,  pannelli bianchi le statue antiche – nude – che avrebbero potuto offenderlo nel suo passaggio ai Musei Capitolini. ROHANI A ROMA, 'RAFFORZARE RELAZIONI, ESPLORARE OPPORTUNITA''

Non si sa se sia trattato di una cortese premura di Renzi o se l’illustre ospite abbia fatto esplicita richiesta di coprire organi riproduttivi marmorei eventualmente presenti nel suo percorso, fatto sta che questa è la dimostrazione di quanto siamo pecoroni, privi di nerbo e dignità. Quello è un Museo, questa è la nostra storia, e non la si censura mai, per nessuno. Chi non la gradisce, può sempre farsi ricevere nel tinello di casa Renzi. Continua a leggere

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , | 1 commento

Anzio, una diga per l’incuria

Avanza il mare sulla spiaggia di Anzio; corrode avidamente la villa e il porto di Nerone, li sgretola e se li porta via. Quello dell’erosione costiera è un problema diffuso in molte regioni italiane, che si cerca di contrastare con opere di difesa rigide, come le scogliere, o con il recupero delle spiagge e delle dune, ricostituendo in parte l’habitat originario della costa.

Nel Lazio le zone più colpite sono Tarquinia, Santa Marinella, Terracina e appunto Anzio, dove ogni anno le falesie cedono e lasciano andare in mare ampie porzioni di mura antiche; tra il 2000 ed il 2008 ben 25 metri di costa sono spariti.

Il molo iniziato e non finito della Icem srl

Il molo iniziato e non finito della Icem srl

Un anno fa il Comitato per la tutela e valorizzazione della Villa e delle cosiddette grotte di Nerone ha chiesto di fermare e ripensare i lavori – una gettata di cemento – decisi per difendere una parte dei ruderi del porto dall’acqua del mare; il progetto è andato avanti, con una ruspa cingolata piazzata sulle creste dei muri, fino a quando il cantiere è stato chiuso nel mese di aprile perchè la ditta incaricata, la Icem Srl, é in odore di mafia.

Oggi resta il cemento gettato, ma resta soprattutto il problema del consolidamento delle strutture e della difesa della costa, certo di non facile soluzione. Più facile sarebbe almeno, tenere pulita la spiaggia, mantenerne il decoro, distruggere le costruzioni abusive, multare i bagnanti che lasciano rifiuti o che usano le creste dei muri come sedie a sdraio. Ad Anzio avanza il mare, ma l’incuria non arretra di certo.

Anzio, Spiaggia delle Grotte di Nerone

Anzio, Spiaggia delle Grotte di Nerone

P1030528 P1030517 P1030497 P1030482

Anzio, spiaggia delle Grotte di Nerone

 

 

Immagine | Pubblicato il di | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Amministrazione e valorizzazione del territorio, separati in casa

Per gli innamorati in procinto di sposarsi nessun luogo è abbastanza bello per pronuciare il fatidico sì. C’è chi si svena e accende un mutuo pur di lasciare un ricordo indelebile negli invitati ad una cerimonia che, religiosa o civile che sia, è diventato un evento di portata nazionale.

Purtroppo alla mancanza di senso della misura che dilaga anche nel comune cittadino si aggiungono i colpi di genio degli amministratori locali, che offrono sempre più spesso ai futuri sposi “location”, per dirla come si usa oggi, d’eccezione: siamo partiti qualche settimana fa col Colosseo e con l’area archeologica di Paestum, ieri è toccato all’Oasi protetta di Torre Guaceto (Brindisi), dove puoi sposarti con solo mille euro con la possibilità di dotare la spiaggia, poesia poesia, anche dei bagni chimici, perchè anche nei momenti più romantici possono esserci bisogni impellenti.

Luciano Farro, il consigliere comunale di Capaccio che si è fatto portatore della proposta per l’area archeologica di Paestum, ha commentato orgoglioso:«E’ una proposta che consentirebbe agli sposi di convolare a nozze in una location di grande importanza storica e famosa in tutto il mondo. Agli sposi dovrebbe essere data anche la possibilità di scegliere in quale luogo dell’area sposarsi: nel Tempio di Nettuno, di Cerere o nella Basilica. Il nostro territorio ne ricaverebbe molteplici vantaggi: sposarsi in una location così prestigiosa comporterebbe un costo di una certa importanza e le risorse che se ne ricaverebbero si potrebbe investire in attività sia del Comune che della Soprintendenza. Si otterrebbe un grande ritorno in termini economici non solo per il Comune e la Soprintendenza, ma anche per l’intero indotto che ruota attorno all’organizzazione dei matrimoni. Inoltre una location così prestigiosa verrebbe sicuramente scelta anche da coppie famose comportando un grande ritorno in termini di promozione del territorio».

Non ha altre idee, il nostro consigliere Farro, per valorizzare il patrimonio archeologico protetto dall’Unesco, che immaginare i templi di Paestum sullo sfondo delle copertine di Chi e Visto. Per fortuna pare che queste proposte non abbiano raccolto grandi consensi, ma resta lo sconforto per la mancanza di dialogo tra il nostro patrimonio nazionale e chi lo amministra.

0-solo_divorzio1

 

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Riscaldameto globale, più archeologia subacquea

La ricerca di soluzioni ai problemi relativi al cambiamento climatico, l’attenzione al paesaggio, la cura nella manutenzione delle aree archeologiche devono far parte, in tutto il mondo di un pensiero e di un progetto comune.

Al momento non è così, e se già soltanto le abbondanti piogge di questi mesi sono bastate per annegare le aree archeologiche italiana, da Ostia antica a Sibari -fa tremare lo studio Loss of cultural heritage pubblicato da uno studioso tedesco e uno austriaco che annuncia il disastro che colpirà a breve diversi siti Unesco, se non si fermerà in tempo l’innalzamento progressivo dei mari causato dal riscaldamento globale: a rischio le aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Aquileia, Paestum, Velia, Ravenna e molti altri siti di interesse storico artistico. Insomma, se non si cambia rotta, le prossime ricerche archeologiche, di qui a 200 anni, saranno per i colleghi subacquei.

resizer.jsp

Nello studio “Loss of cultural world heritage and currently inhabited places to sea-level rise” pubblicato su Environmental Research Letters, due ricercatori rivelano i pericoli dell’innalzamento del livello dei mari innescato dal global warming per i siti culturali patrimonio dell’Unesco, dalla Torre di Londra alla Sydney Opera House, da Venezia al Centro storico di Napoli, da Ravenna a Pisa – See more at: http://www.greenreport.it/news/clima/siti-italiani-patrimonio-unesco-pericolo-per-linnalzamento-del-mare/#sthash.xW80V9He.dpuf
Nello studio “Loss of cultural world heritage and currently inhabited places to sea-level rise” pubblicato su Environmental Research Letters, due ricercatori rivelano i pericoli dell’innalzamento del livello dei mari innescato dal global warming per i siti culturali patrimonio dell’Unesco, dalla Torre di Londra alla Sydney Opera House, da Venezia al Centro storico di Napoli, da Ravenna a Pisa – See more at: http://www.greenreport.it/news/clima/siti-italiani-patrimonio-unesco-pericolo-per-linnalzamento-del-mare/#sthash.xW80V9He.dpuf
Nello studio “Loss of cultural world heritage and currently inhabited places to sea-level rise” pubblicato su Environmental Research Letters, due ricercatori rivelano i pericoli dell’innalzamento del livello dei mari innescato dal global warming per i siti culturali patrimonio dell’Unesco, dalla Torre di Londra alla Sydney Opera House, da Venezia al Centro storico di Napoli, da Ravenna a Pisa – See more at: http://www.greenreport.it/news/clima/siti-italiani-patrimonio-unesco-pericolo-per-linnalzamento-del-mare/#sthash.xW80V9He.dpuf
Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Mausoleo di Augusto, ancora una palude

Sono passate settimane dall’alluvione che ha provocato danni ingenti a strutture antiche e moderne del patrimonio architettonico romano, ma l’acqua continua a ristagnare intorno al Mausoleo di Augusto per il quale si attendono grandi interventi.

Le impalcature e i parapetti in legno sono crollati nel laghetto maleodorante nel quale prosperano gli insetti. La terra che circonda il fossato è franata in più punti. Gli scavi recenti sono un impasto di fango coperto dalla vegetazione spontanea.

Non proprio un bello spettacolo, e di certo questo ammollo prolungato nuoce alle strutture antiche. Non si può attendere oltre.

Mausoleo di Augusto

Mausoleo di Augusto

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Roma, Mausoleo di Augusto allagato

Il Mausoleo di Augusto, questa mattina.

Mausoleo di Augusto (foto Luca Pace)

Mausoleo di Augusto (foto Luca Pace)

 

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , | Lascia un commento

Torre Annunziata: archeologia civica, poteri e doveri

Maximall-centri-commerciali

Ci voleva una esclusiva de l’Espresso per scoprire che a Torre Annunziata c’era bisogno di un centro commerciale e che questo doveva sorgere proprio sull’area che un tempo ospitava un antico quartiere artigianale di notevole interesse archeologico, non lontano da Pompei. Sul sito del settimanale i commenti, apparentemente di non addetti ai lavori, in qualche caso di persone che vivono nei dintorni del sito, sono unanimi: quel centro commerciale non doveva sorgere lì. Molti si augurano che qualche cataclisma lo travolga, ovviamente quando è chiuso al pubblico, e che tra qualche secolo qualcuno lo spazzi via a colpi di piccone e riporti alla luce del sole quanto oggi si è scelto di coprire. Un successo, in termini di comunicazione.

Ovviamente anche molti archeologi – non tutti, bisogna dire – non si spiegano come si siano potuto concedere i permessi per una operazione che non può non scandalizzare. Zitti zitti, i responsabili avvicendatisi nel corso degli anni, hanno lasciato che le cose andassero avanti, in nome di che non si sa. Come è accaduto nel caso clamoroso di via Giulia a Roma, nel quale solo l’attenzione delle associazioni di quartiere ha risvegliato l’attenzione della città e ha, per il momento, bloccato una operazione che svende la città, anche in questo caso si è agito senza sentire il dovere di comunicare, di spiegare, di condividere, di argomentare, le scelte fatte. Come mi è già capitato di scrivere, non si tratta solo di archeologia urbana, ma di archeologia civica, del cittadino, di tutti noi. Non sempre, purtroppo, la Soprintendenza agisce in modo condivisibile. Ha il potere di farlo, ma che lo faccia senza nascondersi dietro veli o cantieri inaccessibili. Il Soprintendente ha in gestione un bene che non gli appartiene. E non deve mai dimenticarsene.

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , | 2 commenti