About

Stiamo uccidendo la nostra storia. Lasciamo che il nostro passato venga fatto a pezzi, permettendo che le testimonianze concrete siano abbandonate e devastate. I siti archeologici italiani sono mortificati, umiliati, in nome del profitto, ignorando o aggirando le leggi che li dovrebbero tutelare. Il cemento è sovrano: dilaga su piccoli e grandi tesori, in ogni Regione, da Nord a Sud, deturpando il territorio e distruggendo le  nostre radici.

Gli archeologi delle Soprintendenze e i professionisti della ricerca sul campo si scontrano ogni giorno con nuove leggi che ostacolano il loro lavoro. Il nostro Paese si ricorda della sua storia soltanto quando è ora di battere cassa, di organizzare mostre inutili o di staccare biglietti per spennare le masse di turisti che si aggirano per musei mal gestiti e siti archeologici mal restaurati. Spesso senza una guida, senza un cartello, tanto ormai il pollo da spennare è entrato e che importa se non capisce nulla di quanto vede.

Partiti e amministrazioni locali, di ogni colore e di ogni regione, fanno a gara nel permettere questo scempio: sono tutti responsabili di questo massacro quotidiano della nostra ricchezza più grande.

L’unico modo di fermare questo saccheggio è combattere il silenzio, denunciare tutto: quello che si scopre durante una gita, quello che accade nel cantiere vicino casa nostra, quello che si legge nei trafiletti dei giornali locali. Questo blog nasce per difendere il patrimonio archeologico con le parole, visto che le leggi e le istituzioni non lo fanno: ogni testimonianza sarà vagliata e pubblicata. Perché la storia è di tutti e bisogna impedire che i nuovi barbari la spazzino via.

Marilena D’Asdia

13 risposte a About

  1. Mario Bencivenni ha detto:

    Grazie del lavoro di sensibilizzazione e di formazione di una coscienza diffusa della necessità di tutelare il nostro patrimonio storico artistico e in particolare quello archelogico.
    Grazie anche per il lavoro di denuncia dei casi di incuria, abbandono o, peggio ancora, di manomissione di questo patrimonio. In Italia abbiamo ottime leggi di tutela, forse le migliori esistenti, ma sono quotidianamente inattuate o baypassate per esempio nel campo dell’ edilizia e dell’urbanistica dalle cosiddette “procedure semplificate” (conferenze dei servizi, accordi di pianificazione etc.). Senza una sempre maggiore e diffusa coscienza di questo patrimonio queste leggi sono completamente inutili: come avevano capito bene intellettuali come Antonio Cederna (quanto è incredibilmente attuale anche oggi il suo volume “I vandali in casa”!) e gli altri che dettero vita ad “Italia Nostra”.
    Grazie di nuovo per questo blog.
    Cordialmente
    Mario Bencivenni

  2. lucia bini ha detto:

    a proposito di Etruschi….
    Vorrei denunciare le condizioni di gravissimo degrado in cui si trovano le necropoli etrusche di Tuscania:
    necropoli Madonna dell’Olivo: è tenuta aperta da uno sparuto gruppo di volontari che si devono anche occupare di riparare i frequenti guasti all’impianto elettrico, le tombe sono malamente sostenute da longherine di ferro, piene d’acqua, ortiche e felci; in una c’era anche un grosso rospo
    necropoli Ara del Tufo: pochissime le indicazioni – si parla di cartelli stradali, scritti a mano! – per raggiungerla, e le poche sono state materialmente elaborate e poste in loco dagli alunni delle scuole elementari e medie; il sito è completamente abbandonato, pieno di erbacce, ortiche, rovi e felci (perchè anche qui molte tombe sono allagate!), i tetti di copertura fatiscenti e la recinzione arrugginita e priva di chiusura (vista la situazione bisogna dire meno male, almeno i pochi interessati possono entrare a visitare le tombe!)
    necropoli Pian di Mola e Peschiera????? irraggiungibili, assolutamente non segnalate, non si possono visitare in nessun modo
    Il museo, che invece è in condizioni decisamente migliori, è anch’esso affidato alla sorveglianza di volontari gentilissimi ma sempre in numero ridottissimo.
    domanda: tutto ciò non è patrimonio dello stato?

  3. Denise La Monica ha detto:

    Un grazie anche da Patrimoniosos: vi linkiamo sul sito. Buon lavoro e cari saluti

  4. cinzia ha detto:

    Ho scoperto il sito solo ora. Complimenti davvero. E grazie per il lavoro, utilissimo. Perché la parola è l’arma più potente che tutti noi abbiamo.
    Partecipo a un blog con altri due “soci”, ci chiamiamo Filelleni e abbiamo un’attenzione particolare per la Grecia, ma segnaliamo con puntualità anche le magagne di casa nostra. Cerchiamo di ragionare sui fatti come abitualmente non si fa, nel nostro mondo mediatico dove le notizie vengono divorate e scordate in un istante. Siamo nati da poco ma i lettori non mancano, segno che stiamo rispondendo a una domanda reale e diffusa.
    Ora metterò subito su Filelleni il link a questo blog, ma mi piacerebbe anche pensare qualche iniziativa comune, se ti va. L’unione fa la forza, no?
    Attendo un tuo riscontro. E visitaci su filelleni.wordpress.com.
    A presto.
    Cinzia Dal Maso

  5. valerio ha detto:

    Gentile Blog Archeologia in rovina,

    sappiamo che siete molto impegnati nella promozione del territorio e nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, e avrete sicuramente sentito dell’aggiornamento 2012 del World Monument Fund (http://www.wmf.org/our-projects/project-map) – importante istituzione del settore – che si occupa di tenere alta l’attenzione su monumenti che rischiano l’oblio e il deperimento sia a causa dell’incuria da parte delle comunità che da parte dell’amministrazione pubblica.

    Questo è un passo importante per sensibilizzare i governi, ma riteniamo che non sia sufficiente per salvare tutto il patrimonio che arricchisce la nostra penisola. Il database dei “monumenti da salvare”, infatti, non tiene conto di molti edifici, siti archeologici, castelli, chiese e aree d’interesse che sono presenti in gran numero nelle nostre città e che andrebbero salvaguardati e protetti.

    Ecco perchè abbiamo avviato un’iniziativa a livello nazionale – ma già pronta per trovare sostegno anche in altri Paesi – per stimolare tutti gli attori coinvolti nella salvaguardia del patrimonio artistico e culturale a partecipare ad una segnalazione “dal basso” che valorizzi anche i monumenti meno conosciuti, creando un database su mappa che invieremo al WMF per l’edizione 2013.

    Speriamo che questa iniziativa raccolga il vostro interesse e possiate girare la comunicazione alla vostra rete. Il progetto ha più valore se si arricchisce del contributo di tutti.

    Per iniziare a segnalare i monumenti da proteggere ecco il link della mappa: http://www.maptalks.net/project/17626/0

    Nel farvi i miei più cordiali saluti, rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti sull’iniziativa.

    Valerio Bergamasco
    resp. progetto WMF di MapTalks

  6. Vanessa ha detto:

    Complimenti ad Archeologia in rovina, il blog è davvero molto bello.
    Io Vi scrivo per segnalarVi, con preghiera di divulgazione, questo interessantissimo corso, avente come oggetto di studio la coroplastica greca.
    International Summer School 2013
    GREEK COROPLASTIC STUDIES
    Metodologie per lo studio di
    produzioni, contesti e immagini
    Methodologies for the study of
    productions, contexts and images
    27 Maggio – 1 Giugno 2013
    Il Corso
    La Summer School, rivolta a giovani studiosi italiani e stranieri (laureandi, laureati, specializzandi, dottorandi di ricerca), si propone come momento di formazione avanzata sulle più aggiornate metodologie per lo studio della coroplastica greca dall’età minoico-micenea all’età ellenistica. Tramite il confronto con le più innovative esperienze di ricerca nazionali e internazionali ed i casi di studio presentati, la Scuola si configura come importante momento di acquisizione di metodologie di studio e di ricerca, un luogo ideale di scambio e discussione sui più recenti strumenti di conoscenza delle produzioni artistico-artigianali del mondo greco.
    L’arco cronologico consente di delineare un quadro ampio e variegato della coroplastica greca, di affrontare diversi approcci e nuove prospettive di ricerca che vanno dall’interpretazione dei contesti alle interazioni sociali e religiose ed alle applicazioni archeometriche.
    L’offerta formativa
    L’offerta didattica della Summer School prevede un corso compatto di lezioni frontali articolate in moduli didattici. Le tematiche affrontate dai singoli moduli comprendono:
    I. Metodologia di ricerca
    II. La coroplastica greca dal tornio alla modellazione a mano all’uso della matrice: Grecia e Creta
    III. La coroplastica greca tra madrepatria e Occidente: circolazione di modelli, linguaggi figurativi, identità culturali
    IV. Coroplastica e contesti
    V. Leggere le immagini
    VI. Coroplastica e archeometria
    A tali corsi di carattere generale si affiancheranno lezioni monografiche su singoli contesti o su argomenti più specifici.
    I laboratori
    I laboratori costituiscono parte integrante della Summer School: un’occasione importante di confronto con la cultura materiale ed un fondamentale momento didattico per l’opportunità di interazione tra allievi e docenti.
    Una particolare attenzione sarà rivolta alle produzioni dell’Occidente greco, e più specificamente della Sicilia. Grazie alla collaborazione con il Parco Archeologico greco-romano di Catania ed il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa, gli allievi potranno svolgere, guidati dai docenti, esercitazioni pratiche su alcuni tra i più importanti complessi di terrecotte figurate della Sicilia, ed in particolare sullo straordinario complesso di terrecotte della stipe di Piazza S. Francesco a Catania (vedi link): una preziosa occasione di entrare in contatto diretto con i materiali. Ciascun laboratorio sarà introdotto da seminari di approfondimento sui materiali a disposizione degli allievi.

    Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito
    http://coroplastic2013.ibam.cnr.it/

    Ringrazio anticipatamente.

  7. polimnia84 ha detto:

    Come non sentirmi vicina a te… sono capitata su questo blog casualmente mentre preparavo un intervento ad un convegno di archeologia. Sono come te un’archeologa, ma come te faccio ormai un altro lavoro, la guida turistica (a parte qualche raro convegno non pagato a cui intervengo), un lavoro che mi consente quotidianamente di sorridere delle mille assurdità che sento durante i miei tour (ho aperto un blog sulle domande assurde dei turisti) ma anche di assistere purtroppo alla totale NON valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale.

    Complimenti per il tuo blog, lo visiterò spesso e grazie per la tua opera di denuncia!
    Francesca

    • ciao Francesca, ho fatto la guida anche io molti anni fa, e in effetti era uno spasso. Mi ricordo che durante una delle prime visite alla Domus Aurea appena aperta e la cui inaugurazione era stata annunciata da spot in tv, che un visitatore si lamentò con me perchè a causa delle aspettative create dallo spot pensava di trovarsi davanti marmi e ori scintillanti ed era deluso di quanto gli stavo mostrando, muri scrostati, ambienti interrati e spogli. Gli ho detto:”Lei non esce da qui fino a quando non mi dirà che la Domus Aurea le piace anche così come è..” L’ho convinto…

  8. David Palterer ha detto:

    Comunicato stampa
    Archeologia & Architettura _ una millenaria complicità
    Il prossimo 5 dicembre Mantova ospiterà una giornata di studio sul tema Archeologia & Architettura _ una millenaria complicità, organizzata nell’ambito della UNESCO chair nel polo mantovano del Politecnico di Milano, affronterà temi specifici legati alla protezione e alla musealizzazione dei siti archeologici, portando a confronto alcuni case studies italiani ed esteri.
    Mantova attende da anni il proprio museo archeologico e nel frattempo la collezione si è arricchita con reperti d’eccezione: tra i quali spiccano gli “amanti di Valdaro” e la Domus Romana, nella centralissima piazza Sordello. In questi giorni, sta suscitando molto aspettative, un concorso in atto nel cuore di Roma per la sistemazione del straordinario sito dell’Auditorium di Adriano scoperto nel 2009, molti fondi sono stanziati per la salvaguardia di Pompei, la vivace disputa intorno al rifacimento della protezione di Villa Casale in Piazza Armerina non si è placato, per citarne solo alcuni. La giornata di studi per quanto di profilo accademico, non intende affrontare direttamente le vicende locali ma molti degli argomenti hanno una attinenza e non potranno non suggestionare e alimentare, la già vivace discussione in corso su quei argomenti e perciò, la manifestazione è gratuita ed aperta alla cittadinanza.
    La musealizzazione e l’apertura dei siti alla fruizione è un percorso, teso tra temi inerenti la conservazione, e il restauro dei luoghi e reperti passa attraverso l’esigenza della loro protezione, e il tutto non può essere scisso da una considerazione sulla gestione e l’apertura ai visitatori – il bene culturale deve essere messo a disposizione del pubblico.
    I partecipanti e i temi che saranno affrontati apriranno un’ampia finestra sulle nuove tendenze in materia della musealizazzione e la valorizzazione del patrimonio archeologico come volano culturale e come tale la sua potenzialità di sollecitare, diventare indirettamente perfino un volano economico.
    La collaborazione che si profila nella giornata, tra i promotori che sono il Polo universitario che ha sede a Mantova, il Sistema museale Provinciale, vede una attiva partecipazione della Regione e la Soprintendenza regionale Lombarde, l’amministrazione comunale, il mondo economico ed imprenditoriale è un importante traguardo e In un momento di crisi come quella attuale è un fatto riguardabile e indispensabile scommettere sul patrimonio nel quale l’Italia è impareggiabile: la cultura. Un titolo apparso pochi giorni fa su un noto quotidiano Romano “Auditorium di Adriano, cercasi archistar per la copertura-museo del capolavoro” rivela la grande approssimazione con la quale questo tema viene approcciato sottolineando l’urgenza di contrapporre argini scientifici, culturali ed economici congrui a questi luoghi comuni.
    Coordinatore scentifico :
    David Palterer _ david.palterer@polimi.it
    Info:
    Sistema museale provinciale _ 0376 357531 e IAT 0376 432432
    Allegato copia Manifesto/invito e cartella immagini.
    Con preghiera di cortese attenzione e diffusione.

  9. M. ha detto:

    Salve e complimenti per il blog, decisamente fondamentale oggi giorno.
    Vi scrivo per segnalarvi alcuni articoli usciti sul blog artenaonline.it riguardanti la situazione dei beni culturali in Italia con accenni al museo chiuso da anni della città di Artena di cui avete già trattato in precedenza per il caso dell’antica via Latina seppellita dal cemento. Vi lascio i link degli articoli in modo da poterli visionare senza alcun oblico di pubblicazione ovviamente. Grazie ancora e buon lavoro.

    http://artenaonline.it/2014/01/500-ed-altri-sacrifici-per-amor-di-patria-anche-la-nostra/

    http://artenaonline.it/2013/12/labisso-culturale-che-inghiottira-il-futuro/

  10. Pingback: Archeologia in rovina: (più di) un blog e tanti, troppi casi – Generazione di archeologi

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