Le vostre segnalazioni

9 risposte a Le vostre segnalazioni

  1. Adele ha detto:

    Complimenti per la vostra iniziativa e andate avanti così !!!!!!!!!

  2. Vi faremo sapere ulteriori novità sulla necropoli di Mollarella a Licata (AG).
    Spero al più presto
    Complimenti per l’iniziativa..lodevole…

  3. giovanni nacca ha detto:

    Non so a chi rivolgermi, ma leggendo stamane Repubblica ho appreso dello stato comatoso in cui versa l’archeologia per via della cosiddetta ‘archeologia preventiva’ o ‘selvaggia’ che penalizza professionalità e competenze di tanti giovani archeologi italiani. E’ una vergogna. Un paese come l’Italia che potrebbe vivere e far vivere di turismo storico-ambientale metà della sua popolazione, invece costringe giovani che hanno sacrificato anni di studi ad abbandonare ogni aspirazione e a cambiare lavoro. Io non sono né archeologo né storico ma resto affascinato dalla nostra millenaria storia e spesso…. immagino cosa potrebbe essere l’agro caleno dove vivo se l’antica Cales rivedesse nuovamente la luce e non essere solo preda di ladri e tombaroli. Vergogna. Intanto la storia muore ma la ‘cricca’ politico-affaristica continua ad ingrassare. Vergogna. Giovanni Nacca

  4. iolanda1977 ha detto:

    Visto il grande interesse, di questo blog, nei confronti di molti cattivi o errati riusi del nostro patrimonio culturale, vorrei segnalare un fatto spiacevole avvenuto presso il Castello a mare sito in Palermo.
    Il sito archeologico quest’anno è stato teatro della terza edizione della rassegna “Porto d’Arte” che ha visto la organizzazione di diversi spettacoli, quali concerti e balletti, alcuni dei quali hanno registrato una presenza di 40.000 di persone!!! Io, in realtà, non so se il luogo sia adatto a contenere un numero tale di presenze, certo è che se la Soprintendenza ai beni culturali di Palermo ha dato il permesso di svolgervi spettacoli, immagino possa sopportare un numero tanto alto di persone nello stesso momento.
    Al di là della capienza dell’area archeologica su cui ricadono i resti del castello, vorrei segnalare quanto è accaduto durante uno degli spettacoli in programma: il 22 agosto si è svolto il concerto di Goran Brégovic, l’ingresso era gratuito e ciò ha richiamato più persone di quante, forse, erano previste. Dopo l’inizio del concerto, è stato reso libero l’accesso alle migliaia di persone che non erano potute entrare prima: molte persone, scavalcando il nastro rosso, sono andate a sedersi a fianco della struttura dove era allestito il palco, nella parte in cui sembra siano ancora in corso i lavori di recupero dell’edificio. Gli addetti alla sicurezza sono rimasti a guardare. Da un articolo pubblicato in SiciliaInformazioni.com si evince il disagio di alcuni spettatori di fronte a quanto accaduto durante lo spettacolo: è stato possibile entrare con bottiglie di vetro, poi lasciate abbandonate, con il pericolo potessero accadere incidenti di vario tipo, e a quanto pare qualcuno è stato pure travolto fino a cadere dalla massa di gente che ha avuto accesso al sito archeologico.
    Quanto accaduto è stato fatto presente anche sulla testata giornalistica locale, ma gli organizzatori hanno decisamente minimizzato l’accaduto, senza peraltro porre alcuna reale attenzione al bene archeologico.

    Iolanda Carollo

  5. Totó Burrafato ha detto:

    Distruggere è facile, costruire un po’ meno. Se è vero, da un lato, che il paesaggio naturalistico-culturale dell’hinterland di Termini Imerese oggi richiederebbe l’attenzione di tutti, a partire dall’Amministrazione comunale e dalle associazioni culturali fino ai cittadini tutti, dall’altro, limitarsi a piangere sul latte versato appare inutile, se non controproducente. Le associazioni no-profit, come SiciliAntica, potrebbero assumere un ruolo fondamentale non solo nella conoscenza, ma anche nella rivalutazione del territorio, facendosi promotrici di progetti concreti di riqualificazione, ricercando partnership con le istituzioni presenti ed eventuali imprese-sponsor per reperire i fondi necessari, ma soprattutto collaborando con l’amministrazione comunale di Termini Imerese per individuare linee di intervento condivise, al di là di interessi personali e particolaristici.
    Toto Burrafato-Sindaco di Termini Imerese

  6. Alessandra Ioannucci ha detto:

    Cosa,possiamo fare? Nonostante le proteste la discarica di corcolle va avanti. Ieri ho visto il progrsamma presa diretta sullo stato della cultura nel nostro paese e sono scoppiata a piangere nel vedere lo stato in cui sono tenuti negli archivi i tesori che dovrebbero custodire.Perchà mai in Italia non fanno contribuire i privati, magari facendo scalare dalle tasse detti contributi? Perchè dobbiamo assistere impotenti allo scempio del nostro passato?

  7. Giancarlo Giombetti ha detto:

    Vi invio l’ultimo comunicato stampa degli Ecologisti Democratici di Frascati sull’area archeologica del Tuscolo. Se siete interessati ad approfondire il caso, siamo a disposizione.
    Cari saluti
    Giancarlo Giombetti
    TUSCOLO ancora degrado!
    La soluzione finale: chiudere le strade

    Alcune considerazioni sul comunicato della XI Comunità Montana che denuncia gli ennesimi atti vandalici e furti di materiale nei cantieri di scavo nell’Area archeologica del Tuscolo e giustamente invoca una maggiore attenzione delle forze preposte al controllo del territorio.
    Dai toni usati nel comunicato appare chiaro come anche il pacato Presidente De Righi sul problema della tutela del Tuscolo, sia giunto al limite della sopportazione. Noi vogliamo sperare che, da esperto amministratore quale è, sia come noi oramai convinto che l’unica misura di prevenzione veramente efficace da attuare contro i saccheggi di reperti archeologici, i danneggiamenti alle strutture ricettive e al patrimonio arboreo sia la chiusura delle strade che salgono al Tuscolo , attuando finalmente la delibera che la Provincia di Roma, sentiti i Sindaci e gli altri Enti interessati, tra i quali la stessa Comunità Montana, ha deliberato nel lontano 1994.
    Dovrebbe essere chiaro a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno questi ultimi episodi di vandalismo lo evidenziano di nuovo, che lo scempio del Tuscolo non si fermerà fino a che l’area archeologica sarà attraversata da una comoda carrabile: è incredibile che ancora nel 2012, non siamo riusciti a cancellare questa prepotenza operata in nome dello “sviluppo turistico”, lo stesso che ha cancellato siti e archeologici e ambienti preziosi su tutta la penisola negli anni del “Boom economico”.
    La strada fu ideata nei primi anni ’50 e realizzata a cavallo degli anni ‘60, in tempi in cui l’automobile doveva arrivare dappertutto anche a costo di scempiare aree naturali o archeologiche di grande pregio: in realtà, per almeno trent’anni, i tre tronchi stradali asfaltati sono serviti solo per far fare qualche giorno di “scampagnata” e celebrare qualche messa all’ombra della croce a soli 600 metri di quota. Della sbandierata valorizzazione turistica negli anni ‘60 e ‘70 si ricorda poco o niente a parte qualche scarno depliant dell’Azienda per il Soggiorno e Turismo del Tuscolo.
    Dopo la campagna di scavo del Borda a metà anni ‘50 rammentiamo la pulitura del teatro nel maggio ‘75 ad’opera di un Comitato Tutela Tuscolo di Frascati in fieri, che già due anni dopo lanciava l’idea dell’area archeologica e della conseguente chiusura delle strade e, a seguire, le prime uscite della XI Comunità Montana come l’iniziativa, con l’archeologo della Soprintendenza Dario Giorgetti per i rilievi e poi la ripulitura di alcuni monumenti più importanti.
    Gli anni ’80 hanno per lo più prodotto convegni su ipotesi di gestione rimasti lì e lavori realizzati una tantum che hanno più che altro sperperato denaro pubblico. Si è dovuti giungere ai primi anni ’90 per ottenere quella delibera della Provincia di Roma ancora “inevasa”, che autorizzava la chiusura delle strade.
    Non vogliamo che la storia si ripeta, che l’investimento di denaro e di idee messe in campo dalla XI Comunità Montana vadano perduti come già successo in passato. Il Circolo Ecodem “Colli Tuscolani” di Frascati, rinnova l’appello al Presidente De Righi affinché insieme ai lavori di valorizzazione si inizino al più presto i lavori per il parcheggio sul Versante Frascati-Monte Porzio Catone.
    Non può bastare l’appello alle istituzioni affinché partecipino alla tutela del Tuscolo. Negli ultimi 35 anni i tanti appelli rivolti alle forze di pubblica sicurezza, per la scarsezza dei mezzi a disposizione, non hanno mai sortito l’effetto di deterrenza invocato, figuriamoci ora con le ristrettezze economiche imposte dalla crisi economica in atto.
    Il nostro Circolo vuole collaborare con le istituzioni che lavorano seriamente e concretamente per difendere le uniche vere e durature risorse che, nonostante tutto, ancora ci restano: la cultura e l’ambiente. Crediamo sia proprio ora che l’Ente montano, smentendo con i fatti coloro che ne vogliono far cessare l’attività, riparta su questa fondamentale questione del Tuscolo, producendo atti concreti e decisivi che mettano finalmente in sicurezza l’inestimabile patrimonio culturale e ambientale del Tuscolo.
    Crediamo quindi che, se si vuole veramente tutelare, il Tuscolo deve divenire un’area archeologica come le altre (Ostia antica, Villa Adriana, ecc.), non possiamo salvare capra e cavoli: le scampagnate con annessa carne alla brace e la salvaguardia e la valorizzazione dell’antica Città non possono coesistere: o facciamo un salto di qualità nella gestione dell’area o condanneremo il patrimonio che finora si è conservato, ad un più o meno lento depauperamento.
    Pertanto, per l’area del Tuscolo non si può continuare a far passare il concetto di un Parco archeologico aperto dove “…il nuovo percorso prevede come punto di partenza l’area di sosta posta a valle del sito, già parzialmente allestita con tavoli e panche. L’area dovrà fungere da vera e propria Porta del sito archeologico ed allo scopo sarà potenziata per ospitare la biglietteria ed un piccolo punto ristoro.” : alla “Porta del sito” ci si deve arrivare a piedi partendo dai due parcheggi a valle, solo dei servizi navetta dovrebbero poter giungere fin là dai comuni limitrofi.
    Se non si mette in atto questo provvedimento di “rottura” si continuerà ad ingenerare l’idea, di fatto realistica, che comunque nulla è cambiato e che il Tuscolo continuerà ad essere assaltato:
    • da comitive motorizzate in cerca di ristoro e spazi per il parcheggio e per accendere i propri bracieri
    • da vandali in cerca di sfogo
    • da “Predatori dell’arca perduta de’ noantri” che si vanno a caricare, come in un outlet a buon prezzo, i reperti archeologici provvidenzialmente dissotterrati e incustoditi.
    Infine siamo sicuri che se la XI Comunità Montana procedesse tempestivamente nel senso indicato, otterrebbe senza ombra di dubbio consenso e partecipazione da parte delle tante associazioni presenti sul territorio e dei tanti cittadini, anche presenti in gruppi spontanei su Facebook, interessati alla difesa del Tuscolo, operando, cosa non da poco con i tempi che corrono, un riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni ed alla buona prassi politica.
    Esortiamo quindi il Presidente De Righi ad invocare lo stato di emergenza per le condizioni di indifendibilità in cui versa il patrimonio culturale e ambientale del Tuscolo e di procedere con urgenza alla chiusura delle strade. Crediamo che alla luce dei fatti la motivazione sia inconfutabile e che l’ulteriore depauperamento del patrimonio pubblico si configurerebbe oramai come una grave omissione di soccorso alla nostra storia e al nostro futuro.
    Per il Circolo “Colli Tuscolani”
    Il coordinatore Giancarlo Giombetti Frascati 8 maggio 2012

  8. Alessandro ha detto:

    Un terreno arato con delle macchie per un area di 70×40 vicino ad una strada romana potrebbero essere una domus

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