Santa Maria Capua Vetere, come ti cucino l’anfiteatro

Nella vita tutto è sempre una questione di punti di vista.

Si inaugura oggi la nuova sistemazione dell’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere firmata, come annunciava con entusiamo Serena Natale sul Corriere pochi giorni fa, da arte’m, consorzio per la valorizzazione dei beni culturali che ha finanziato interamente il sistema di servizi integrati che ruoterà intorno all’anfiteatro dell’antica Capua eretto tra il I e il II secolo d. C. e che comprenderà accoglienza, didattica, ristorazione biologica, design, artigianato tradizionale. Quante cose..

Scrive Serena Natale: “La forza del progetto sta nell’intreccio di saperi diversi: saranno organizzati laboratori naturalistici e spettacoli teatrali, allestiti spazi di lettura e studio con wi-fi libero, promossi programmi di degustazione con prodotti di agricoltura biodinamica a chilometro zero e coinvolti studenti della Seconda Università degli Studi di Napoli. I ragazzi di arte’m hanno già realizzato una mini-guida sulla città e preparano una nuova pubblicazione sull’anfiteatro in collaborazione con la Soprintendenza.” Auff, la guida c’è.

Fin qui tutto pare fantastico: ovunque all’estero si cerca di valorizzare i siti di interesse turistico offrendo servizi che rendano più piacevole soffermarvisi a lungo e viverli ogni giorno come una parte integrante della propria città. Ma c’è un ma.

Il Circolo Pd di Santa Maria Capua Vetere e numerosi esponenti della cultura e dell’associazionismo protestano perchè il suddetto ristorante è provvisto di alcune canne fumarie, alte circa 4 metri, che sono state collocate nel bel mezzo della piazza antistante l’anfiteatro, deturpando la vista dalla piazza (anche se coperte a male pena da un maxi manifesto che le impacchetta) e non rimanendo al di fuori dell’area di rispetto che si deve a beni tutelati.

Le canne fumarie che svettano davanti all'anfiteatro di Capua

Le canne fumarie che svettano davanti all’anfiteatro di Capua

Si dirà che l’uso dei monumenti cambia, che moderno e antico devono compenetrarsi e convivere, che la vita continua e che in questo Paese ai privati vengono tarpate le ali dai vecchi musoni che dicono sempre “no”. E infatti è stato detto e scritto; anche le immagini, appunto perchè offrono prospettive diverse, raccontano idee diverse.

La piazza dell'anfiteatro. Le canne fumarie nell'angolo a destra

La piazza dell’anfiteatro. Le canne fumarie nell’angolo a destra

Comunque la si pensi sulle canne fumarie, una cosa è certa: queste operazioni sono delicate, perchè difficilmente si torna indietro. Basta ricordare il teatro di Pompei, restaurato per accogliere un maggior numero di visitatori e per ospitare eventi e spettacoli. E più che un restauro quello somiglia ad un crimine. Aspetto di vedere anche le immagini delle nuove strutture di Capua e di avere dettagli sul restauro delle gradinate per giudicare. Il dibattito è aperto.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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5 risposte a Santa Maria Capua Vetere, come ti cucino l’anfiteatro

  1. lando ha detto:

    ecco, quando si dice così disinvoltamente ‘deturpando inevitabilmente la vista dalla piazza’ vuol dire che non si è mai stati a santa maria capua vetere.
    la piazza 1 ottobre è distante qualcosa come trecento metri dall’anfiteatro. anche il più curioso dei fotografi, cioè quello a caccia della visuale più originale, riuscirebbe a scattare da qui una foto dell’anfiteatro completo, senza che alcuna canna si metta in mezzo. il solo punto in cui la canna copre l’anfiteatro è sul lato destro, sempre partendo dalla piazza: ma lì ci sono diversi, folti alberi che già coprono ogni speranza voyeuristica. perchè tutta l’area è recintata. insomma, chi scrive senza vedere fa, lungi dal definirlo giornalismo, un pessimo servizio alla realtà dei fatti.

    • Buongiorno Lando, il mio post è chiaramente provocatorio, e vuole sottolineare proprio i due punti di vista sulla questione. Nella prima parte faccio riferimento al punto di vista del Pd.
      Ciascuno può farsi la sua idea guardando le foto che ho pubblicato e nella seconda si vede che le canne sono distanti. Non si può dire che siano belle, ma sopportabili. Aspetto di vedere il resto, come ho scritto. Grazie per il suo intervento.

  2. lando ha detto:

    grazie a te: in questi casi, allora, si può usare un virgolettato. così sembra che il punto di vista sia suo.
    non sto provocando, è un consiglio da vecchio cronista. come questo: andiamo a vedere de visu le cose di cui scriviamo. la struttura su cui andava usata la delicatezza che raccomandi è l’orribile terrapieno di cemento armato creato nel 2008 non si sa in barba a quanti permessi. quello, appunto, al cui interno sorge il bookshop. l’intervento del consorzio e dei privati (tra i pochi imprenditori di conclamata onestà del luogo) ingentilisce la bruttura, riempiendola di senso.
    non sono un partigiano degli interventi esterni al pubblico, anzi.
    ma quando sono garbati e, probabilmente, redditizi per l’economia è la città perchè osteggiarli?

  3. Marta ha detto:

    Buongiorno,

    mi permetto di segnalare il mio romanzo Ti presento Giulia (http://www.amazon.it/Ti-presento-Giulia-ebook/dp/B00CP3VU8G) che parla di archeologia subacquea nelle stupende isole Tremiti. Potete scaricare gratuitamente i primi capitoli per capire se è il tipo di lettura che fa per voi.

    Grazie per l’attenzione.

    Distinti saluti.

    Marta Tombolini

  4. Pierluigi ha detto:

    Dopo molti anni sono tornato a Santa Maria Capua Vetere e onestamente sono rimasto affascinato dal lavoro di recupero della piazza antistante l’Anfiteatro. Chi parla delle canne fumarie e non si accorge che dell’importanza per l’Italia intera di progetti come questi solo politica può fare! Come si fa a non capire che questa è l’unica strada per valorizzare il nostro patrimonio artistico, creare occupazione e attrarre turisti!

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