Kamarina, uno tsunami in Sicilia

Ancora una volta è l’acqua l’elemento che insieme all’incuria dell’uomo mette in pericolo un importante sito archeologico. Parliamo di Kamarina, colonia di Siracusa degli inizi del VI secolo a.C. affacciata sul mare e che si sta sbriciolando rapidamente. Grossi blocchi di tufo dell’antica città e reperti archeologici di ogni genere precipitano in acqua. Le cause del disastro sono note a tutti: il molo del vicino porto di Scoglitti, che è stato prolungato per venire incontro alle esigenze dei pescatori e che ha modificato l’impatto del mare sulla costa, la mancata regimentazione delle acque piovane e l’esistenza della strada che divide in due il sito di Kamarina, arteria che andrebbe eliminata. Anche la zona centrale degli scavi però mostra evidenti i segni dell’abbandono: scavi aperti lasciati alle intemperie, sporchi, coperture fatiscenti e arrugginite. Tutto questo accade senza che, nonostante le numerose sollecitazioni che in questi ultimi mesi sono giunte alla Regione da Legambiente e da diversi comitati cittadini, si siano prese delle decisioni tempestive, quelle che in poche parole, possono impedire che Kamarina diventi un’altra Pompei, tanto più che il Parco archeologico è aperto al pubblico e oltre al fatto che si offre ai turisti uno spettacolo indecoroso c’è  di mezzo anche la loro incolumità. La Soprintendenza ai Beni archeologici e culturali di Ragusa ha fatto il suo ultimo sopralluogo a febbraio di quest’anno, ma da allora nulla è accaduto, e il mare continua a rosicchiare pezzi di storia.

In questo video e in alcune immagini un panoramica di quanto sta accadendo.

Mura pericolanti

 

Reti "a protezione" delle mura

Mura in pezzi sulla spiaggia

Panoramica del sito di Kamarina

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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