Capannoni industriali sulla storia del Lazio

L’Associazione Sabina Futura sta lottando per impedire che in una delle poche aree verdi  intatte nel Lazio, tra l’antico centro di Cures ed il fiume Tevere, 200 ettari di terreno vengano invasi da 6 milioni di metri cubi di capannoni industriali – il cosiddetto Polo logistico di Passo Corese – per costruire i quali verrà sbancata la storia più antica del Lazio, decine di siti archeologici di superficie e sotterranei. Gli archeologi inglesi che da anni stanno scavando nell’area hanno infatti riconosciuto 1 Sito Preistorico, 7 siti del periodo Orientalizzante, 10 siti del periodo Arcaico, 20 siti del periodo metà Repubblicano, 22 siti del periodo fine Repubblicano, 22 siti del periodo di inizio Impero, 20 siti del periodo metà Impero, 6 siti del periodo Antico, cinque siti del 6° secolo ed un sito del 1° secolo. Ma nonostante tutto, i lavori sono in corso e procedono in fretta.

In grigio la zona industriale, cerchiati i siti archeologici

Ne ha parlato anche la trasmissione radiofonica Fahrenheit. Qui il libro bianco dell’Associazione. Purtroppo, al contrario di quanto si vede sull’opuscolo della Alerion, i capannoni sarebbero tutt’altro che trasparenti e se i lavori continueranno ci sarà ben poca aria pulita da respirare e davvero pochi alberi sotto i quali sedersi.

Opuscolo informativo sul Polo Logistico

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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Una risposta a Capannoni industriali sulla storia del Lazio

  1. Sabina Futura ha detto:

    Vi ringraziamo per la pubblicazione di questo articolo e ci permettiamo di segnalare un “piccolo” aggiornamento. Attraverso una variante al Piano Regolatore è stata aumentata la cubatura prevista da 6.000.000 di metri cubi a 10.000.000 di metri cubi. Come è stato possibile dal momento che le varianti a un piano regolatore debbono essere di lievi entità per essere approvate? È bastato presentare alla Regione Lazio la variante come di lieve entità, non citare il raddoppio della cubatura tra le modifiche previste e eliminare l’indice If, che impone un limite tra i metri quadri di area utile e i metri cubi costruibili, dalla tabella relativa alla zonizzazione delle aree Industriali e Artigianali previste.

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