Traffico illecito di reperti archeologici, un incesto

La Tavola Rotonda tenutasi ieri presso il Museo Nazionale di Villa Giulia,”I traffici illeciti e il patrimonio ritrovato“, ha offerto un quadro completo della battaglia che le istituzioni combattono ogni giorno per arrestare l’emorragia di reperti archeologici strappati malamente al suolo italiano e allo strato di appartenenza per approdare in una bacheca di un museo o di un collezionista privato lontana migliaia di km. 1087164c02a7c2b603083f444e45c9175ecf64

Impressionante il dispiegamento di forze, intelligenza, denaro, tempo, fatica ed entusiasmo che ieri è stato raccontato in poche ore; difficilmente il cittadino comune crederebbe che andare alla ricerca di un reperto trafugato possa richiedere anni di lavoro, per poi magari non approdare a nulla. Difficilmente capirebbe perchè valga la pena farli, questi sforzi, a causa della profonda ignoranza che dilaga, anche per colpa del nostro Ministero che alimenta l’abitudine alle mostre che offrono solo “il meglio di”, dei musei supermercato che espongono spesso solo pezzi di grande effetto, degli eventi da calendario del fornaio, come “La festa della donna all’area archeologica”,  del figurante travestito da romano che legge Cicerone al Colosseo e via andare. E’ raro che in Italia si possa fare una vera divulgazione, la pagliacciata o “l’evento mediatico” sono sempre dietro l’angolo. E il risultato è che molti pensano che tutto sommato i tombaroli ci fanno il favore di tirar fuori capolavori che lo Stato non ha i soldi e il tempo di scavare in modo tradizionale, e quindi il male dove sta? Chi parla mai, nelle mostre e nei musei, durante le gite scolastiche, di contesto, di legame con il territorio, della storia complessa che c’è dietro ogni reperto?

Ieri si è parlato ovviamente delle restituzioni del Getty, della grande inchiesta che ha spedito in galera, almeno per qualche anno, il trafficante Giacomo Medici e di quanto siano scarse le risorse per difendere la nostra storia; addolora certamente la violenza che il patrimonio archeologico italiano subisce, che non conosce pausa e che non ha freni; ma quello che lascia sgomenti è la collusione tra i trafficanti e gli archeologi corrotti, diventati a loro volta ricettatori e commercianti, piuttosto che studiosi amanti della verità storica, e che contribuiscono all’acquisto di reperti di provenienza illecita comprando senza scrupoli da veri e propri criminali. Non più archeologi dunque, ma criminali essi stessi, che pure si fregiano del bel nome di questo o quel Museo, dal Getty al Louvre, dalla Gliptoteca di Copenaghen al Museo archeologico di Madrid, che continuano ad esporre illegalmente reperti trafugati che appartengono alla nostra storia con una sfacciataggine che non si ferma nemmeno davanti all’evidenza delle prove.

Se di violenza si può parlare, è ancora più grave perchè ha il marchio infame dell’incesto.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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