Foggia, Masseria Pantano: una questione di memoria

A descrivere il massacro del territorio di Foggia basterebbe questo video, girato nel gennaio 2011, nel quale riconosciamo punto per punto le fasi di un processo che porta un luogo di valore storico, in questo caso la settecentesca Masseria Pantano, a diventare una discarica e una città intera a perdere la memoria di sé.

Primo passo: si costruisce a pochi metri di distanza da un edificio storico. Secondo passo: si lascia che le antiche strutture crollino nell’indifferenza generale. Terzo: si lascia che i cittadini del luogo, evidentemente troppo pigri per raggiungere le discariche autorizzate, vi abbandonino scarti edilizi e che vi bivacchino.

Foggia, Masseria Pantano (foto Roberta Paraggio)

A questo punto, quando ormai non resta che lo scheletro di un edificio che avebbe potuto da solo cambiare il volto di una anonima periferia, ogni altro passo sarà lecito, nessuno sarà turbato dalla comparsa di altre costruzioni, anzi più brutte e più numerose saranno più sembreranno adeguate al paeaggio che i cittadini foggiani, tranne alcuni, hanno voluto. Così si apre la strada al cemento, ai soldi facili, forse non sempre puliti.

A pochi passi dalla masseria ci sono ritrovamenti archeologici importanti: a quanto risulta dagli scavi condotti dalla Soprintendenza, lì sorgeva un villaggio neolitico, i cui resti, pur di notevole entità, non sembrano però sufficienti a fermare le ruspe. L’assessore all’Urbanistica Luigi Fiore, che ha rilasciato in questi mesi circa 130 permessi per l’edilizia residenziale in questa zona della città, si era addirittura dimenticato che l’intera area è compresa nella Carta dei Beni Culturali della Puglia e nel Sistema Informativo Territoriale della Regione Puglia. Gira e rigira, è sempre una questione di memoria.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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