Teccu, tutto può succedere

Può succere che, di questi tempi, si decida la costruzione di un galoppatoio del costo di 262.000,00 euro per il rilancio dell’economia di un Comune di 4000 abitanti, e che la Soprintendenza approvi la costruzione del galoppatoio nel bel mezzo di un’area naturalistica splendida, che potrebbe essere valorizzata in mille altri modi.  L’idea del galoppatoio è imbattibile per originalità, questo bisogna ammetterlo.

Altopiano di Teccu

Può succedere poi che la costruzione del galoppatoio venga fermata da un esposto, non di un comitato di zona, ma costituito in una diversa provincia da Roberto Copparoni, Presidente Associazione Amici di Sardegna, forse perchè gli interessi in gioco sono troppo forti da contrastare.

Fermo restando il lieto fine di questa storia accaduta a Teccu (Bari Sardo- OG), dove l’ennesimo scempio al paesaggio è stato almeno per il momento impedito, rimane lo sgomento per quanto siano diverse le informazioni date dalle parti in causa: da un lato la Soprintendenza archeologica, secondo la quale “l’altopiano è stato sottoposto a un censimento accurato condotto dal Consorzio Archeosystem e pubblicato nel 1990 (Progetto Nuraghi. I Reperti, Milano 1990, pp. 121-122 su Teccu), dal quale non è emersa alcuna traccia – almeno nell’area che sarebbe stata poi destinata ai lavori – di presenze archeologiche”; dall’altro l’associazione che ha sporto denuncia, secondo la quale non è solo l’area circostante a presentare evidenze archeologiche, ma anche quella nella quale si intende costruire.

L’archeologo Nicola Dessì, che ha effettuato nel sito un sopralluogo il 28 ottobre 2012, ha riscontrato alcuni danni provocati dalle ruspe a “possibili resti archeologici”. La Soprintendenza nega l’esistenza di questi resti. Strano, in effetti, che gli antichi abitanti dell’altopiano che hanno scelto quei luoghi nel periodo pre -nuragico abbiano deciso di non costruire nulla proprio sul sito dove dopo qualche millennio un genio della valorizzazione del territorio avrebbe deciso che un galoppatoio lì ci stava proprio bene. Ma tutto può succedere.

La parola di un archeologo contro quella di un altro archeologo, vedremo chi vincerà. Ma se si va avanti così, per l’archeologia e la tutela del paesaggi, siamo comunque alla fine della corsa.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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5 risposte a Teccu, tutto può succedere

  1. ile atzori ha detto:

    -.- io continuo a chiedermi chi ce li abbia messi, quei geni, alla soprintendenza…..adesso aggiungerò alla lista anche i geni preposti alla valorizzazione del territorio….

  2. Mariagrazia ha detto:

    purtoppo oggi 5/12/12 le ruspe a Teccu ci sono e stanno distruggendo un ambiente stupendo, non sono sarda ma questo mi fa star male

  3. Roberto Scalas ha detto:

    Siamo alle solite…..si distrugge la nostra storia in nome di interessi privati ,,,,,Teccu è solo un puntino su una mappa che conta centinaia e centinaia di siti archeologici Sardi che versano nel più completo abbandono, a Selargius per esempio ci sono decine e decine di Siti archeologici di ogni epoca ( dal Neolitico al Medievale passando per Monteclaro,Prenuragico,Nuragico,Romano ecc.) completamente abbandonati e destinati a scomparire con il consenso degli enti preposti alla conservazione del nostro patrimonio che consentono a trattori e ruspe di frantumare manufatti Millenari (che ancora si ostinano ad affiorare) per fare sparire ogni traccia della nostra antica cultura !!!!! Io penso che un modo per salvare e valorizzare il territorio sarebbe quello di fornire di un Museo ogni paese della Sardegna in modo che le persone siano sensibilizzate e stimolate alla conservazione dei Nostri tesori ,,,Museo gestito dai Comuni con il controllo di giovani Archeologi e appassionati che hanno Veramente a cuore il bene della loro Terra e non il solo scopo di prendere sovvenzioni per scrivere qualche libro o articolo per cercare notorietà !!!

    • Grazie per il commento. I musei costano, basterebbe molto meno, per esempio che la Scuola assolvesse il suo compito educativo, anche rispetto a questi temi.I Musei, paradossalmente, sono l’ultimo anello della catena e in questo momento bisogna riuscire a gestire bene e con poco quelli che già esistono. Il territorio, quello sì, dovrebbe essere mantenuto e valorizzato come il vero “museo vivente”.

      • Roberto Scalas ha detto:

        Beh certo se si riesce a mettere in sicurezza il territorio e insegnare fin dalle prime classi scolastiche il valore della Nostra storia e del nostro passato ai ragazzi sarebbe già un bel passo avanti ….bisognerebbe però riscrivere prima la nostra Storia ed insegnarla agli insegnanti (E la vedo dura ! ) dato che fino ad oggi Archeologia e Storia insegnata a scuola viaggiavano su canali diversi. Io stesso che già da diversi anni mi sono dedicato alla conoscenza dei nostri tesori ignoravo fino a qualche mese fa che il mio circondario contava un centinaio di siti importantissimi ma destinati a scomparire quando la memoria storica di pochi appassionati verrà a mancare !!!!

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