Trieste, le parole sono importanti

Bella Trieste, nei giorni della Barcolana. Aperta verso il mare affollato di vele, piena di gente, allegra. Città di incontri istruttivi.

Trieste, Barcolana 2012, La Poste

Trieste è una sorpresa continua: allontandosi dal porto e salendo verso il centro antico, si scoprono tra i vicoli scampoli di storia, resti d’epoca romana messi in luce e ben restaurati, ma muti. Nessun cartello, nessun pannello, nessuna targa. Niente che racconti, anche in due righe, con una ricostruzione o una planimetria, il passato di questi resti.

E’ così per il teatro, usato fino a qualche anno fa per rappresentazioni estive e oggi trascurato e sporco.

Cartacce e sacchetti davanti al teatro romano di Trieste

Accanto al teatro, il mistero avvolge gli scavi di via Donota, effettuati negli anni ’80. Oggi, sotto pannelli di plexiglas ricoperti da scritte, si intravedono appena i resti di una abitazione e di alcune tombe. Ma se non si trovassero informazioni in qualche sito web, di quei muri inscatolati nessuno capirebbe nulla.

Trieste, scavi di via Donota

 

 

E’ così anche per la Basilica romana a tre navate davanti al Castello di San Giusto: nessun visitatore si sofferma tra le colonne. Tutti salgono in fretta verso il Castello e i suoi musei, sperando di capire qualcosa della storia della città.

Al Castello però un’altra sorpresa li attende: in teoria con 4 euro puoi visitare la ricchissima armeria e anche il nuovo lapidario di Tergeste. Peccato però che delle quattro sale del lapidario se ne possa visitare solo una, quella dedicata ai reperti della zona del teatro.

Trieste, lapidario

Forti infiltrazioni hanno costretto la soprintendenza a chiudere le altre tre. Anche qui, due parole dette all’ingresso, una riduzione del biglietto, un cartello di scuse, un allestimento alternativo che accontenti i visitatori e gli studiosi venuti apposta ? No, niente di tutto questo. Ed è così da anni.

Trieste, Arco di Riccardo

L’arco di Riccardo, continuamente utilizzato come sfondo delle foto dai clienti del ristorante adiacente, aperitivo in mano, aspetta che qualcuno gli restituisca la dignità di monumento.

A questo proposito, che dire dei Propilei accanto alla Cattedrale, ridotti a biglietteria con tanto di borse di plastica appese alle colonne e gli espositori di souvenir addossati alle mura antiche?

Trieste, biglietteria dei Propilei

Trieste, Ricostruzione dei Propilei del Colle San Giusto

Trieste, scavi per il Park San Giusto

 

 

 

 

 

 

 

In conclusione, a Trieste gli scavi che i cittadini conoscono meglio sono quelli che non possono vedere e visitare. Nell’area nella quale si sta realizzando un parcheggio sotterraneo, il Park San Giusto, che profusione di ricostruzioni sulle strutture che delimitano lo scavo, quante informazioni dettagliate, notizie distribuite alla stampa. Chissà se e come verranno raccontati, questi scavi, quando i lavori saranno conclusi.

Forse così?

Vignetta del 1968, pubblicata sul settimanale satirico triestino La Cittadella dopo il ritrovamento dello scheletro di un mammut nei pressi della città

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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