Salviamo Mozia, l’isola che muore

Le isole dello Stagnone (Marsala)

La visita dell’isola di Mozia, al largo di Marsala (TP), lascia sempre il segno.

Sarà per la piccola avventura – per grandi e per bambini – della breve traversata della laguna dello Stagnone che la separa dalla terraferma, sarà il silenzio che ti colpisce appena sbarchi sulle rive assolate o la vegetazione selvaggia che nasconde e insieme svela antiche abitazioni, fortificazioni, luoghi di culto di tempi lontanissimi, quando i mercanti fenici ne fecero uno degli empori della Sicilia Occidentale. Il ricordo dell’isola, comunque, non ti lascia più.

Quando vai a visitarla sai che un ospite ti aspetta: il cosiddetto Auriga, un giovane in marmo dalla figura sinuosa e sensuale, ti accoglie trionfante all’entrata del Museo Whitaker, come se sapesse che, in fondo, sei qui soprattutto per lui.

L’Auriga di Mozia – Museo Whitaker

Negli ultimi mesi l’affascinante padrone di casa è stato in viaggio. E’ stato trasferito d’ufficio a Londra, per far bella mostra di sè al British Museum in occasione delle Olimpiadi, essendo il  poveretto obbligato a partecipare a tutte le esposizioni e a tutti gli eventi nei quali si parli di sport. Potrebbero esporre un pallone da calcio, un giavellotto, uno scarpone da sci. Invece tocca a lui fare da testimonial. Ma di che? Non certo di Mozia, visto che a Londra la statua non è stata nemmeno accompagnata da uno straccio di pannello che ne spiegasse la storia.

L’Auriga di Mozia esposto al British Museum. Da notare che nessuno guarda verso la statua!

Davvero un bello spot per la Sicilia e il suo patrimonio, obiettivo centrato. Nei prossimi mesi almeno, la statua partirà per il Getty di Malibu, dove verrà allestista una mostra, “Sicily: Art and Invention between Greece and Rome”, con pezzi di valore e novità da scavi recenti. Se ne sentirà la mancanza, ma Mozia avrà indietro il suo padrone di casa tra un anno circa.

Al posto dell’Auriga il Museo di Mozia ospita da mesi, e ancora per pochi giorni, l’Apollo Strangford appartenente alla collezione del Museo londinese, presente in tutti i manuali di storia dell’arte greca, ma non per questo particolarmente amato dai locali.

Sarà che molti erano contrari al trasferimento a Londra dell’Auriga, ma il soprannome toccato al temporaneo ospite è ” il nano”…

Apollo Strangford

Ma i problemi di Mozia non finiscono qui: nonostante sia stato istituito nel lontano 2010 il Parco archeologico e naturalistico dello Stagnone, nulla e nessuno impedisce alle imbarcazioni di fare dei reperti che periodicamente affiorano dalle acque dello Stagnone, profonde al massimo 2 m., un bel frullato, tutte le volte che le eliche delle imbarcazioni, autorizzate e non, ci passano sopra; per non parlare delle reti a strascico, ovviamente vietate, eppure ampiamente utilizzate dai pescatori abusivi nello Stagnone. E il viavai è continuo, non solo – e inevitabilmente – per le visite all’isola di Mozia, ma anche verso le altre isole private dello Stagnone, Isola Lunga (o Grande) e Santa Maria, e infine per aperitivi a bordo di “barche innovative” per giri turistici definiti “elegant tour” che altro non sono che abboffate al largo, che si potrebbero benissimo fare da qualche altra parte, con minor danno per l’archeologia e l’ambiente e uguale soddisfazione per lo stomaco dei gitanti.

Schola, Parco dello Stagnone (Marsala)

E che dire di Schola, l’unica isola di proprietà del Comune di Marsala,  abbandonata tra rovi e edifici cadenti? Ovviamente mancano i fondi e forse anche la fantasia di buttarsi in un progetto che pure potrebbe essere esaltante, a giudicare dai frammenti di storia che le isole hanno restituito; così dopo due anni il Parco sta ancora solo sulla carta e si vede: l’anno scorso, per esempio, sono stati violati i vincoli sulla tutela paesaggistica della riserva naturale dello Stagnone sull’Isola Lunga.

Lasciando Mozia, raccogliamo la testimonianza sconsolata di una guida del posto: “Aiutateci a salvare Mozia, l’isola che muore”.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Salviamo Mozia, l’isola che muore

  1. Pingback: Salviamo Mozia, l’isola che muore | Crotone - Cerca News

  2. Nicola Saraceno ha detto:

    Complimenti per la ricostruzione dettagliata, oggettiva, ma non per questo asettica. Anzi, la passione che trasuda dalle tue parole rende la foto londinese veramente struggente…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...