Oplontis, furto in casa di Poppea

In poche settimane Oplontis ha avuto più volte gli onori delle cronache, quasi a pareggiare i conti con Pompei: dopo la denuncia di Antonio Irlando sullo stato di salute degli affreschi delle ville romane, divorati dalle muffe, nei primi mesi di gennaio un funzionario della soprintendenza è stato azzannato alla gamba da uno dei tanti cani randagi che negli scavi trovano cibo e rifugio.

Pochi giorni fa dai magazzini dove giacciono ammassati i reperti di Oplontis sono stati trafugati due reperti provenienti dalla Villa di Poppea, una piccola anfora e un candelabro, già inghiottiti nel mercato illegale di reperti archeologici che non conosce crisi.

In attesa di soluzioni più strutturate, perchè non allestire le cucce dei randagi davanti all’ingresso dei magazzini? Se debitamente addestrati potrebbero custodire i reperti in modo efficace ed economico, praticamente al costo di una scatoletta al giorno. Di questi tempi ci si deve pur arrangiare.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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