Il cratere di Rutigliano, la storia e la pagina strappata

Non è ancora tornato in Italia il cratere a volute del V secolo che il MIA, Minneapolis Institute of Arts, si accinge a restituirci.

Cratere di Rutigliano

Era il 1983 quando è stato trafugato, probabilmente, da  scavi clandestini nel paese di Rutigliano (BA); ora, quasi vent’anni dopo, il Sindaco di Rutugliano lo aspetta, sperando di poterlo esporre nel nuovo Museo che sta per riaprire.  Forse il vaso non è appariscente come certe statue che attirano l’attenzione della stampa e per questo non trovo sulla notizia del ritorno del cratere manifestazioni di gioia o di  perplessità. O forse il motivo del silenzio è che non si può ancora giudicare quanto proficua potrà essere la decisione di esporre questo pezzo nel Museo di Rutigliano, non sapendo quanto questo Museo sia frequentato. E’ probabile in ogni caso che i visitatori che faranno il giro della bacheca per ammirare il corteo di Dioniso con satiri e menadi  in corsa sulla superficie del cratere saranno meno di quelli che lo hanno visto esposto a Minneapolis. Comunque qualcuno ci sarà, che protesterà contro l’ennesimo caso di dispersione dei beni archeologici, che secondo molti dovrebbero stare tutti raggruppati in grandi musei, centrali e facilmente raggiungibili. Si farà ancora riferimento alla Dea di Morgantina – che dopo tanto clamore per il suo ritorno in Italia non riesce ad attirare, nel museo di Aidone, che poche decine di visitatori al giorno – per ripetere che il provincialismo, il campanilismo non devono privare gran parte di coloro che sono “davvero” interessati all’archeologia,  della vista di tali capolavori, che tanto starebbero meglio in località più frequentate.

E’ qui che si deve chiarire un punto: i moderni musei archeologici non sono raccolte di bei pezzi; è finito da tanto il tempo della caccia al capolavoro. E i reperti archeologici non devono essere spostati con il solo scopo di assecondare i flussi turistici. Nei musei si fa storia. Ogni reperto archeologico è  legato ad un territorio, nasce per soddisfare le esigenze di un particolare culto o per il gusto per il lusso di qualche riccone locale, si ispira ai racconti mitologici nati nella terra alla quale appartiene, al di fuori della quale non sarebbe mai stati creato. Il suo  significato e il valore più profondo sta nel rapporto che ha con il paesaggio che lo ha visto nascere e che lo ha in qualche modo prodotto. Chi è interessato davvero alla storia lo sa e, nonostante i disagi, le ingiustificabili carenze, l’ignoranza  e l’incapacità di chi ci governa, viaggia e paga il biglietto, anche di un museo male allestito o peggio gestito, per vedere e per capire. Un pezzo fuori dal suo contesto è una pagina strappata, racconta solo mezza verità. E nel libro lascia un vuoto che non è possibile riempire.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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3 risposte a Il cratere di Rutigliano, la storia e la pagina strappata

  1. Daniele Pitrolo ha detto:

    Verissimo, brava. I responsabili però non devono sentirsi sollevati dai loro doveri, ossia, dopo la salvaguardia, valorizzare al meglio i loro musei, allestendo meglio i musei, rendendoli visibili ed utili.

    • Daniele Pitrolo ha detto:

      D’altro canto una voce dissenziente è quella dell’UNESCO, che nell’ambito di casi litigiosi di opere d’arte valorizza la maggiore fruibilità, o ricordo male?

    • Credo che in una località nella quale si decide di allestire un museo archeologico ci debba essere, di conseguenza, gente capace di amministrarlo. Non sempre è vero, ma sottrarre i beni al territorio al quale appartengono è sempre sbagliato. Credo che in caso di mancanza di strutture adatte ad ospitare dei reperti si possa ragionare per macro aree culturali, sempre tenendo a mente il principio base.

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