Roberto Cecchi, da che pulpito

Roberto Cecchi, Segretario generale del Ministero per i Beni Culturali, ha scritto insieme a Paolo Gasparoli un libro dal titoloPrevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati“.

La parola pudore non ha più significato in questo Paese. Questa la scheda di presentazione del volume: Questo libro è l’esito della prima fase di una attivita’ di ricerca relativa alla stesura di una metodologia operativa per la realizzazione di attivita’ preventive finalizzate alla Manutenzione Programmata delle aree archeologiche di Roma e Ostia antica. Le ragioni che suggeriscono di favorire processi indirizzati alla prevenzione dei fenomeni del degrado con attivita’ programmate di tipo ispettivo e manutentivopiuttosto che più invasivi interventi di restauro – sono da tempo note largamente condivise, ma non hanno sinora trovato la disponibilita’ di efficaci apporti di carattere applicativo che ne definiscano i contenuti, le procedure e le modalita’ di intervento. La particolare complessita’ e rilevanza dell’area demaniale centrale di Roma mette in evidenza che, nella tutela del patrimonio culturale, non possono essere disgiunte le necessita’ di conservazione dalle questioni connesse con la “piena fruizione” (così come sollecitata dall’Ordinanza), nella consapevolezza che la tutela, da sola, è una prospettiva limitata, in specie se ridotta a pura tecnica connessa alle singole modalita’ di intervento. Affrontare problemi di questa natura presuppone dunque l’attivazione di adeguate politiche di tutela e di gestione di una pluralita’ notevolissima di Beni diffusi sul territorio. Obiettivo non secondario della proposta operativa che viene qui presentata, dunque, è quello di promuovere un mutamento di prospettiva che si propone di limitare il ricorso ad azioni singole e slegate nel tempo, propense a favorire eventi eclatanti, per promuovere un’idea di manutenzione come processo. Un modo di pensare e di agire, dunque, profondamente alternativo rispetto al passato e al presente, che promuova le strategie (prevenzione e cura) rispetto alle tattiche (restauro come soluzione di tutti problemi); il perseguimento dell’efficacia a lungo termine piuttosto che la ricerca della pura efficienza e del beneficio immediato, come efficace risposta del nostro tempo alle responsabilita’ che ci derivano dall’aver ereditato un patrimonio culturale unico al mondo.

Roberto Cecchi è Commissario Delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia antica, è dunque uno dei rappresentanti della cultura dell’emergenza che prima ha tolto agli ispettori delle Soprintendenze ogni risorsa, compresa la benzina per andare in giro a verificare lo stato di conservazione dei monumenti, e poi, invece di sostenerli nel loro compito di tutela, li ha esautorati. Le frane del terreno che circonda la Domus Aurea, lo stato in cui si trovano le Mura Aureliane, il crollo della cisterna alla Caffarella, il restauro del Colosseo affidato alle imprese edili piuttosto che ai restauratori sono solo alcuni esempi di cosa Cecchi intende quando parla di prevenzione e manuenzione. I nostri restauratori sono tra i migliori al mondo, è ovvio che il restauro debba far parte della manutenzione di reperti archeologici esposti allo smog della Capitale e che non possa essere considerato un atto invasivo, se fatto come si deve. Fino a pochi giorni fa si leggevano su la Repubblica lettere di protesta per la sporcizia, la mancanza di cartelli esplicativi, l’abbandono dell’area dei Fori Imperiali; aspettiamo la prossima pubblicazione di Cecchi sulla “piena fruizione” dei monumenti romani.


Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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