Pechino, Museo Italia

E’ di pochi giorni fa una nuova iniziativa di Arcus, la s.p.a. del Ministero per i Beni Culturali: un finanziamento di un milione e 550 mila euro per la realizzazione del Museo Italia a Pechino. L’Italia sarà l’unico Stato che parteciperà al nuovo Museo nazionale di Cina che sorgerà in piazza Tienanmen, con l’allestimento di un’area di circa 1.000 mq che sarà una vetrina delle testimonianze storico-artistiche italiane. “Abbiamo deciso di sostenere con convinzione questo progetto – ha dichiarato il presidente di Arcus, Ludovico Ortona – per la sua forte vocazione di promozione turistica culturale. È mia ferma intenzione proseguire e anzi rafforzare questa apertura di Arcus verso l’estero, dando vita a progetti finalizzati alla crescita dei flussi turistici di stranieri verso il nostro Paese. Progetti attraverso i quali portare nel mondo vetrine dell’arte e della cultura italiana per attrarre turisti e investimenti in Italia. E credo non possa esserci paese più interessante della Cina per avviare questo percorso”. In effetti tutto corrisponde: la “missione aziendale” di Arcus, così come si legge sull’home page del sito, è quella di: “sostenere e avviare progetti ambiziosi riguardanti i beni e le attività culturali, anche nella loro connessione con le infrastrutture, perseguendo la visione di contribuire a tradurre i beni e le attività culturali da oggetto passivo di osservazione a soggetto attivo di sviluppo“. Traduco: i beni culturali non servono a nulla: promuovere la mera contemplazione del rudere,  se non porta denaro, non ci interessa. Siamo qui per realizzare degli assurdi baracconi, purchè questi portino turisti da spennare nei nostri siti archeologici mal gestiti. Migliorare la qualità dei servizi offerti non è nei nostri obiettivi.

Accordo Italia - Cina

Forse hanno capito che i turisti italiani ed europei non ci cascano più e vogliono tentare di giocarsi le ultime carte lì dove la voce sulla nostra incapacità non è ancora arrivata. Auguri.

 

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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