Gonfienti, la città morta due volte

Pochi mesi fa è stato pubblicato il libro di Maila Ermini, Gonfienti. Storia di una battaglia.

Gonfienti, storia di una battaglia

Questa la storia: nella frazione di Gonfienti, vicino a Prato, è venuta alla luce nel 1996 una città etrusca di grande importanza, sorta in epoca arcaica sul Bisenzio, esattamente nell’area occupata dall’Interporto della Toscana Centrale.

Coppa di Douris trovata a Gonfienti

Gli scavi sono proseguiti fino al 2003, poi tutto si è fermato, nonostante le  straordinarie scoperte.

 

 

 

Si era perfino pensato di riseppellire quanto era stato scavato, perchè mancavano i fondi per la manutenzione del sito, poi le proteste  hanno fatto tornare indietro la Soprintendenza. Ieri Edoardo Nesi, assessore alla Cultura e allo Sviluppo economico della Provincia di Prato, ha lanciato un appello al Comune di Prato – socio di maggioranza di Interporto – e alla Camera di commercio perchè riprendano gli scavi. La Provincia di Prato e la Regione Toscana dicono di avere pronti 500 mila euro, ma che la legge impedisce che fondi pubblici vengano usati per scavi archeologici in un terreno privato come quello di proprietà della Società per l’Interporto. Per risolvere il problema è stato chiesto alla Società e al Comune di Prato un comodato gratuito di 50 anni, ma  nessuno risponde e tutto ha il sapore delle solite chiacchiere, del rimpallo di competenze e di responsabilità, delle promesse fatte senza avere la minima intenzione di mantenerle. E sulla bocca di tutti le solite  parole: sviluppo, progresso, lavoro, futuro, modernità. Intanto pochi giorni fa, un giornale locale segnalava la presenza di una discarica in prossimità dell’area archeologica. E Gonfienti muore per la seconda volta.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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2 risposte a Gonfienti, la città morta due volte

  1. Marco ha detto:

    Gonfienti è un sito eccezionale dal punto di vista scientifico ma se visto dal punto di vista di un comune visitatore appare come file di pietre, alte poco più di qualche decina di centimetri, ciò che rimane delle fondamenta degli edifici etruschi. Questa è la realtà. Ed il luogo non è certo dei più belli (posto nelle periferie tra Firenze e Prato) per una valorizzazione che sia appetibile per i visitatori. Siamo sicuri che spendere milioni di euro per la realizzazione di un parco e, in futuro, molti di più per la sua gestione, sia la scelta giusta?? Perchè non concentrare le risorse per le attività di studio e poi avere il coraggio di tutelare questo sito…ricoprendolo? Speriamo che il buon senso prevalga sulla politica, che ama inaugurare ..senza pensare al futuro di ciò che viene realizzato.

    • Ciao, due ani fa si parlava ancora di finanziamento agli scavi su quel sito, e dunque aveva senso richiamare l’attenzione su una situazione in stallo. Certamente sono d’accordo con te, tutelare è anche ricoprire e ci sono molto modi di mantenere la memoria di quanto scoperto e di farsi buona pubblicità.. ciao

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