Rocca di San Polo, che tempismo

Le mura della Rocca di San Polo d’Enza (RE) facevano parte del sistema difensivo di Matilde di Canossa nel sec. XI e controllavano il passaggio sul torrente Enza, insieme al Castello di Guardasone che si trova sulla riva opposta. Le mura, note per le torri possenti, sono state abbandonate per molto tempo e sono state in parte distrutte e ricostruite negli anni ’20. Sotto il tratto moderno è rimasto il muro antico a fare da fondazione, ma nessuno se ne è più occupato.

Ruspe in azione per il restauro delle mura

L’unica opera di manutenzione, fatta nel 2008, è quella illustrata da queste immagini: lavori “urgenti” per pericolo di crollo,  assegnati senza appalto, che si sono tradotti nell’abbattimento di un lungo  e alto tratto di mura – quanto antico non è chiaro – per ricostruirne uno nuovo – quanto brutto è chiaro a tutti –  con il risultato di ritrovare “la sommittà del tratto nord occidentale della cinta difensiva” – cioè il muro antico – cosa che chiunque si sarebbe potuto aspettare.

I gabbioni in pietra realizzati per il restauro

All’atteggiamento poco prudente la Soprintendenza ai Beni Archeologici ha aggiunto anche l’incapacità o forse la totale mancanza di volontà di comunicare ai cittadini in che cosa consistessero i lavori e come si sarebbe proceduto, come se la Rocca non appartenesse prima di tutto alla cittadinanza. La prova sta nel fatto che, mentre Legambiente chiedeva conto di quanto si stava facendo, la Soprintendenza da un lato negava che vi fossero tratti antichi delle mura interessate dai lavori, dall’altro chiedeva con urgenza di “adoperare tutte le misure cauteletive necessarie” alla conservazione del tratto di mura antiche riscoperte sotto al vegetazione. Ma da quanto tempo la vegetazione non veniva rimossa? Da tanto, visto che non ci si ricordava che lì sotto erano state lasciate le mura antiche a marcire. Eppure c’era un piano di restauro e di conservazione della Rocca, che sottolineava come sotto il fascione di mura ricostruite negli anni ’20 c’erano le bellissime mura antiche che aspettavano un restauro arrivato “urgentemente” 13 anni dopo, quando il progetto della Borghi Azio S.p.A. che ha realizzato i lavori ha parlato di “ammaloramento che nel tempo ha portato al deterioramento del muro in incipiente pericolo di crollo“. Che tempismo.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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Una risposta a Rocca di San Polo, che tempismo

  1. legambiente val d'enza ha detto:

    Ciò che non hanno fatto i secoli, l’ha fatto in un attimo una ruspa!!!!

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