Firenze, non è un bel vedere

La  collina di Bellosguardo a Firenze era cara a Galileo, a Foscolo e  agli intellettuali stranieri dell’800, ma questo evidentemente non bastava a darle un valore.

Bellosguardo nell'Ottocento

Ci è voluta una variante urbanistica che ha trasformato una zona vincolata in una miniera d’oro. La ghiotta occasione è arrivata con la possibilità di costruire 25 appartamenti – da offrire ad affitto calmierato – in attuazione del programma nazionale Ventimila case in affitto del 2001, recepito prontamente da Regione Toscana, Comune e Provincia di Firenze.

Bellosguardo come sarà dopo i lavori

Peccato però che, come segnala Stefano Quadri del Comitato di via Arnoldi  (via che si apre sulla collina) che si batte contro la prosecuzione dei lavori,  gli appartamenti stiano invece al prezzo di mercato, anche perchè i termini per accedere al programma dell’affitto agevolato sono scaduti.

Via Arnoldi, panoramica dell'area di scavo (foto Italia nostra -FI)

Questa estate sono venuti alla luce  nell’area dei lavori un pozzo di età romana, cisterne ed altri ambienti, ma la Soprintendenza ha potuto solo fare un piccolo scavo a fianco del poco terreno non ancora divorato dalla voragine delle fondazioni.

Via Arnoldi, reperti strappati alle ruspe (foto Italia Nostra - FI)

Così, mentre i cittadini di via Arnoldi non possono, sempre per i vincoli ai quali è sottoposta la collina, nemmeno mettere i pannelli solari sul tetto, sotto i loro occhi si commette uno scempio ben più grande organizzato con il favore  di personaggi più volte inquisiti. Il Tar nel 2006 aveva accolto il ricorso del Comitato per il mancato rispetto delle norme regionali in materia e per il numero di alloggi pubblici non sufficienti a giustificare il sacrificio del paesaggio. Il Consiglio di Stato nel 2009 ha ribaltato la decisione del Tar, riconoscendo all’impresa costruttrice il diritto di non operare in perdita. Ma in realtà, con il giochetto dell’acquisizione a costo quasi zero di terreni prima non edificabili e varie altri vantaggi fiscali, la ditta non sembra proprio correre il rischio del fallimento. Ultima beffa: a settembre la Società Giudici Costruzioni ha chiesto 200mila euro di danni ai consiglieri della Lista Spini per Firenze Tommaso Grassi  e Mario Bencivenni (consiglio di Quartiere 4) perchè “ritiene di aver subito un danno d’immagine a causa delle azioni/dichiarazioni dei due consiglieri relative alla realizzazione di un intervento edilizio in Via Arnoldi, ai piedi della collina di Bellosguardo“. Di una cosa siamo certi: che il peggior danno d’immagine lo ha subito la collina.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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Una risposta a Firenze, non è un bel vedere

  1. Janus ha detto:

    Questo caso di Bellosguardo è veramente emblematico. Potremmo quasi dire unico nel suo genere. Si tratta dell’uso del martello di gomma. Il martello di gomma è un utensile particolare in uso a poche imprese costruttrici, casualmente sempre le stesse. Funziona come il fratello maggiore (quello di piombo) ma ha una particolarità. Non si sente. Come azionato da una forza invisibile esplica i suoi effetti dove nessun altro attrezzo potrebbe funzionare, nessuno lo nota, nessuno lo conosce. Però tutti sanno dov’è. Questa è la sua particolarità, c’è ma nessuno vi dirà mai di averlo visto. Il possesso di questo attrezzo è ereditario ed elitario, gode di un diritto (di rendita) di provenienza medievale (Jus primis colpis..) che spetta solo a coloro che sono tributari.
    Si esplica su tutto il territorio nazionale ed in particolare su aree fragili, a basso o nullo consumo di suolo, meglio se vincolate da tempo o ricche di vestigia del passato (ma va là che posson tornano buone per vendere meglio), è infallibile e totalmente affidabile.
    Talvolta viene messo in discussione ma, il gran consiglio dei saggi e dei dotti nominati dal Re provvede a chiarire la sua natura extra terrena, forgiata nell’olimpo del Parnaso alla presenza dei massimi numi: Tutela (a lei ci si rivolge sapendo che è muta e non ha diritto di veto); Partecipazione e Trasparenza (due gemelle monozigote che tutti dicono di conoscere ma che nessuno ha mai frequentato); Programmazione (il nume più buffo, noto per la sua imprevedibilità e per l’innata comicità); Coerenza (spesso assente per indisposizione); Rendita (l’oracolo fra gli Dei, ogni sua parola è quasi definitiva);
    Chi si oppone incorre nel reato di blasfemia, che può essere sanzionato con pene progressivamente più elevate.
    Si parte dalla Intangibilità (ignorare chi si oppone), si segue con l’Additazione (l’interesse personale di chi si oppone) e si finisce con la Calmazione (chiamare in giudizio chi si oppone).

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