Lucca, la vecchia fattoria non va più

Potrebbe essere un parco archeologico unico al mondo, quello delle cento fattorie romane vicino a Lucca. Invece è l’ennesima occasione sprecata insieme a centinaia di migliaia di euro. Tra i Comuni di Capannori e Porcari c’è un tesoro archeologico che restituisce al paesaggio l’aspetto che aveva duemila anni fa.

Focolare della fattoria di Fossa Nera

Nel 1987  il prof. Michelangelo Zecchini comincia a scavare in località Fossa Nera, dove nel 2004 ritrova la prima fattoria romana con ancora intatti gli attrezzi per la vinificazione e le presse per l’olio. Ma la zona è ricchissima di insediamenti agricoli quasi intatti. La Provincia e i Comuni di Capannori e Porcari puntano sulla creazione del parco archeologico delle cento fattorie romane, che può essere una risorsa turistica ed economica.

Fattoria romana

I primi  200mila euro arrivati dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena hanno finanziato gli scavi, la realizzazione della strada per il cantiere e la segnaletica. Ma dei previsti 50mila euro della Provincia, dei 65mila di Porcari e  dei 18mila di Capannori il prof. Zecchini ha visto solo una parte e un progetto che aveva catturato studiosi  di tutto il mondo si è fermato.  E non è l’unico, per la zona di Lucca.

 

Tempio di Dioniso al Frizzone

Nel 2006, durante la costruzione del nuovo casello autostradale di Capannori, è emerso dagli scavi un tempio dedicato a Dioniso, tutto in legno di quercia, legno di 2150 anni. Una cosa mai vista, unica. Ancora entusiasmo. Provincia e Autostrade per l’Italia hanno subito firmato un accordo per realizzare accanto al casello un museo sotterraneo dove custodire il tempio. Il museo, 240 metri quadrati di superficie, è stato costruito da Autostrade,   ma è vuoto.

Il tempio è immerso nelle vasche di acqua depurata del laboratorio Piacenti di Prato e rischia lo sfratto perchè i Piacenti non hanno mai ricevuto il denaro per il restauro. Per farvi un’ idea di quanto stiamo sprecando collegatevi a questo sito.

 

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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