Portopalo, archeologia a luci spente

Il Parco archeologico di contrada Cicogna a Portopalo di Capo Passero (Siracusa), che comprende un complesso industriale del IV a.C la conservazione del pesce e una necropoli affacciati su una splendida spiaggia, è stato  inagurato in pompa magna nel 2007 dal sindaco Fernando Cammisuli,  giusto in tempo per ospitare il CortopaloFilmFestival. Finita la manifestazione, che evidentemente consentiva a tutti di stare sotto utili riflettori, il parco archeologico è stato abbandonato.

 

Parco archeologico Portopalo

In quei giorni Lorenzo Guzzardi, direttore del servizio beni archeologici della Soprintendenza di Siracusa affermava che «si tratta di un’area originale per progettazione ed anche per il modo in cui sono stati gestiti i lavori, in sinergia tra Soprintendenza di Siracusa e il Comune portopalese. Ad oggi il parco è usufruibile all’80%, il resto verrà completato a breve termine. All’interno c’è un piccolo ambiente museale, con i reperti e gli scavi». Da allora per contrada Cicogna i riflettori si sono spenti, nel senso che il parco è stato lasciato letteralmente al buio, tra bottiglie di plastica, erbacce, pannelli di eternit abbandonati, il cancello spalancato,  la recinzione perimetrale danneggiata. Gli arredi del piccolo museo sono stati spostati in luogo più sicuro, poco tempo fa è stato rubato anche lo schermo della tv. Ci sono anche infiltrazioni dal tetto, ma nessuno si muove. Poco tempo fa anche il parroco don Palacino ha denunciato «Il parco archeologico è l’emblema della vergogna e di come, in poco tempo, si può distruggere il bene comune grazie all’incuria e al vandalismo. Nei giorni scorsi ho accompagnato alcuni turisti al parco archeologico di contrada Cicogna. Non l’avessi mai fatto. Tale era lo scempio in quell’area che mi sono letteralmente vergognato. Una struttura costata un bel po’ di soldi pubblici, abbandonata e ridotta ad un rottame, con i vetri dello spazio museale danneggiati e il muro di cinta sconquassato. Come si possa ridurre così un bene a pochi mesi dalla sua inaugurazione è una cosa a dir poco scandalosa». Parole sante.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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