Pompei in polvere

La casa dei Gladiatori di Pompei non c’è più, sbriciolata dalla pioggia. Scoprono adesso che spesso nei decenni passati si usavano metodi di restauro discutibili? E’ possibile che dei muri antichi di mattoni dovessero sostenere un tetto in cemento armato? Il Ministro Bondi, che si occupa di Beni Culturali solo quando decide di polemizzare con  le categorie di lavoratori che dovrebbe difendere, si scherma dietro a una ridicola scusa, quella della mancanza di fondi. Ma Pompei ha avuto dal febbraio 2009 un commissario straordinario nominato dal governo, Marcello Fiori, che ha impiegato circa 79 milioni di euro stanziati ad hoc per restauri e per migliorare le condizioni del sito e i servizi offerti ai turisti. A luglio era stato dato l’ok per il restauro di sette domus per un totale di 3 milioni e mezzo di spesa. Non c’era ancora nella lista la Casa dei Gladiatori. Per la prima volta, sempre a luglio ben 2 milioni di euro erano stati stanziati per la manutenzione ordinaria, ma la situazione di commissariamento ha tolto questa compito a chi questo costante lavoro di controllo lo fa da sempre, agli archeologi e ai tecnici delle Soprintendenze, che avrebbero certo potuto accorgersi che la Casa dei Gladiatori era in pericolo. Invece è accaduto il disastro. Così la Confederazione degli archeologi: «Dopo il Colosseo e la Domus Aurea continua la serie di crolli di monumenti e siti sottoposti per anni a costosissime e spesso poco competenti strutture commissariali che hanno esautorato i tecnici delle Soprintendenze dall’azione di costante tutela e monitoraggio che questi hanno sempre condotto». Speriamo che non

La Casa dei Gladiatori dopo il crollo

piova, pare che qui in Italia non si possa fare altro.

Informazioni su Archeologia in rovina

Ieri facevo l'archeologa, oggi faccio un altro mestiere e sono mamma di un bambino che voglio educare al rispetto della natura e all'amore per la storia. Vedo l'Italia diventandare sempre più brutta, sciatta, volgare. Prima uscivo di casa e andavo su tutte le furie, ma la cosa finiva lì. Adesso ho deciso di farmi sentire.
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