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Complimenti per la vostra iniziativa e andate avanti così !!!!!!!!!
Vi faremo sapere ulteriori novità sulla necropoli di Mollarella a Licata (AG).
Spero al più presto
Complimenti per l’iniziativa..lodevole…
Non so a chi rivolgermi, ma leggendo stamane Repubblica ho appreso dello stato comatoso in cui versa l’archeologia per via della cosiddetta ‘archeologia preventiva’ o ‘selvaggia’ che penalizza professionalità e competenze di tanti giovani archeologi italiani. E’ una vergogna. Un paese come l’Italia che potrebbe vivere e far vivere di turismo storico-ambientale metà della sua popolazione, invece costringe giovani che hanno sacrificato anni di studi ad abbandonare ogni aspirazione e a cambiare lavoro. Io non sono né archeologo né storico ma resto affascinato dalla nostra millenaria storia e spesso…. immagino cosa potrebbe essere l’agro caleno dove vivo se l’antica Cales rivedesse nuovamente la luce e non essere solo preda di ladri e tombaroli. Vergogna. Intanto la storia muore ma la ‘cricca’ politico-affaristica continua ad ingrassare. Vergogna. Giovanni Nacca
Visto il grande interesse, di questo blog, nei confronti di molti cattivi o errati riusi del nostro patrimonio culturale, vorrei segnalare un fatto spiacevole avvenuto presso il Castello a mare sito in Palermo.
Il sito archeologico quest’anno è stato teatro della terza edizione della rassegna “Porto d’Arte” che ha visto la organizzazione di diversi spettacoli, quali concerti e balletti, alcuni dei quali hanno registrato una presenza di 40.000 di persone!!! Io, in realtà, non so se il luogo sia adatto a contenere un numero tale di presenze, certo è che se la Soprintendenza ai beni culturali di Palermo ha dato il permesso di svolgervi spettacoli, immagino possa sopportare un numero tanto alto di persone nello stesso momento.
Al di là della capienza dell’area archeologica su cui ricadono i resti del castello, vorrei segnalare quanto è accaduto durante uno degli spettacoli in programma: il 22 agosto si è svolto il concerto di Goran Brégovic, l’ingresso era gratuito e ciò ha richiamato più persone di quante, forse, erano previste. Dopo l’inizio del concerto, è stato reso libero l’accesso alle migliaia di persone che non erano potute entrare prima: molte persone, scavalcando il nastro rosso, sono andate a sedersi a fianco della struttura dove era allestito il palco, nella parte in cui sembra siano ancora in corso i lavori di recupero dell’edificio. Gli addetti alla sicurezza sono rimasti a guardare. Da un articolo pubblicato in SiciliaInformazioni.com si evince il disagio di alcuni spettatori di fronte a quanto accaduto durante lo spettacolo: è stato possibile entrare con bottiglie di vetro, poi lasciate abbandonate, con il pericolo potessero accadere incidenti di vario tipo, e a quanto pare qualcuno è stato pure travolto fino a cadere dalla massa di gente che ha avuto accesso al sito archeologico.
Quanto accaduto è stato fatto presente anche sulla testata giornalistica locale, ma gli organizzatori hanno decisamente minimizzato l’accaduto, senza peraltro porre alcuna reale attenzione al bene archeologico.
Iolanda Carollo
Distruggere è facile, costruire un po’ meno. Se è vero, da un lato, che il paesaggio naturalistico-culturale dell’hinterland di Termini Imerese oggi richiederebbe l’attenzione di tutti, a partire dall’Amministrazione comunale e dalle associazioni culturali fino ai cittadini tutti, dall’altro, limitarsi a piangere sul latte versato appare inutile, se non controproducente. Le associazioni no-profit, come SiciliAntica, potrebbero assumere un ruolo fondamentale non solo nella conoscenza, ma anche nella rivalutazione del territorio, facendosi promotrici di progetti concreti di riqualificazione, ricercando partnership con le istituzioni presenti ed eventuali imprese-sponsor per reperire i fondi necessari, ma soprattutto collaborando con l’amministrazione comunale di Termini Imerese per individuare linee di intervento condivise, al di là di interessi personali e particolaristici.
Toto Burrafato-Sindaco di Termini Imerese
Cosa,possiamo fare? Nonostante le proteste la discarica di corcolle va avanti. Ieri ho visto il progrsamma presa diretta sullo stato della cultura nel nostro paese e sono scoppiata a piangere nel vedere lo stato in cui sono tenuti negli archivi i tesori che dovrebbero custodire.Perchà mai in Italia non fanno contribuire i privati, magari facendo scalare dalle tasse detti contributi? Perchè dobbiamo assistere impotenti allo scempio del nostro passato?