About

Stiamo uccidendo la nostra storia. Lasciamo che il nostro passato venga fatto a pezzi, permettendo che le testimonianze concrete siano abbandonate e devastate. I siti archeologici italiani sono mortificati, umiliati, in nome del profitto, ignorando o aggirando le leggi che li dovrebbero tutelare. Il cemento è sovrano: dilaga su piccoli e grandi tesori, in ogni Regione, da Nord a Sud, deturpando il territorio e distruggendo le  nostre radici.

Gli archeologi delle Soprintendenze e i professionisti della ricerca sul campo si scontrano ogni giorno con nuove leggi che ostacolano il loro lavoro. Il nostro Paese si ricorda della sua storia soltanto quando è ora di battere cassa, di organizzare mostre inutili o di staccare biglietti per spennare le masse di turisti che si aggirano per musei mal gestiti e siti archeologici mal restaurati. Spesso senza una guida, senza un cartello, tanto ormai il pollo da spennare è entrato e che importa se non capisce nulla di quanto vede.

Partiti e amministrazioni locali, di ogni colore e di ogni regione, fanno a gara nel permettere questo scempio: sono tutti responsabili di questo massacro quotidiano della nostra ricchezza più grande.

L’unico modo di fermare questo saccheggio è combattere il silenzio, denunciare tutto: quello che si scopre durante una gita, quello che accade nel cantiere vicino casa nostra, quello che si legge nei trafiletti dei giornali locali. Questo blog nasce per difendere il patrimonio archeologico con le parole, visto che le leggi e le istituzioni non lo fanno: ogni testimonianza sarà vagliata e pubblicata. Perché la storia è di tutti e bisogna impedire che i nuovi barbari la spazzino via.

Marilena D’Asdia

6 risposte a About

  1. Mario Bencivenni scrive:

    Grazie del lavoro di sensibilizzazione e di formazione di una coscienza diffusa della necessità di tutelare il nostro patrimonio storico artistico e in particolare quello archelogico.
    Grazie anche per il lavoro di denuncia dei casi di incuria, abbandono o, peggio ancora, di manomissione di questo patrimonio. In Italia abbiamo ottime leggi di tutela, forse le migliori esistenti, ma sono quotidianamente inattuate o baypassate per esempio nel campo dell’ edilizia e dell’urbanistica dalle cosiddette “procedure semplificate” (conferenze dei servizi, accordi di pianificazione etc.). Senza una sempre maggiore e diffusa coscienza di questo patrimonio queste leggi sono completamente inutili: come avevano capito bene intellettuali come Antonio Cederna (quanto è incredibilmente attuale anche oggi il suo volume “I vandali in casa”!) e gli altri che dettero vita ad “Italia Nostra”.
    Grazie di nuovo per questo blog.
    Cordialmente
    Mario Bencivenni

  2. lucia bini scrive:

    a proposito di Etruschi….
    Vorrei denunciare le condizioni di gravissimo degrado in cui si trovano le necropoli etrusche di Tuscania:
    necropoli Madonna dell’Olivo: è tenuta aperta da uno sparuto gruppo di volontari che si devono anche occupare di riparare i frequenti guasti all’impianto elettrico, le tombe sono malamente sostenute da longherine di ferro, piene d’acqua, ortiche e felci; in una c’era anche un grosso rospo
    necropoli Ara del Tufo: pochissime le indicazioni – si parla di cartelli stradali, scritti a mano! – per raggiungerla, e le poche sono state materialmente elaborate e poste in loco dagli alunni delle scuole elementari e medie; il sito è completamente abbandonato, pieno di erbacce, ortiche, rovi e felci (perchè anche qui molte tombe sono allagate!), i tetti di copertura fatiscenti e la recinzione arrugginita e priva di chiusura (vista la situazione bisogna dire meno male, almeno i pochi interessati possono entrare a visitare le tombe!)
    necropoli Pian di Mola e Peschiera????? irraggiungibili, assolutamente non segnalate, non si possono visitare in nessun modo
    Il museo, che invece è in condizioni decisamente migliori, è anch’esso affidato alla sorveglianza di volontari gentilissimi ma sempre in numero ridottissimo.
    domanda: tutto ciò non è patrimonio dello stato?

  3. Denise La Monica scrive:

    Un grazie anche da Patrimoniosos: vi linkiamo sul sito. Buon lavoro e cari saluti

  4. cinzia scrive:

    Ho scoperto il sito solo ora. Complimenti davvero. E grazie per il lavoro, utilissimo. Perché la parola è l’arma più potente che tutti noi abbiamo.
    Partecipo a un blog con altri due “soci”, ci chiamiamo Filelleni e abbiamo un’attenzione particolare per la Grecia, ma segnaliamo con puntualità anche le magagne di casa nostra. Cerchiamo di ragionare sui fatti come abitualmente non si fa, nel nostro mondo mediatico dove le notizie vengono divorate e scordate in un istante. Siamo nati da poco ma i lettori non mancano, segno che stiamo rispondendo a una domanda reale e diffusa.
    Ora metterò subito su Filelleni il link a questo blog, ma mi piacerebbe anche pensare qualche iniziativa comune, se ti va. L’unione fa la forza, no?
    Attendo un tuo riscontro. E visitaci su filelleni.wordpress.com.
    A presto.
    Cinzia Dal Maso

  5. valerio scrive:

    Gentile Blog Archeologia in rovina,

    sappiamo che siete molto impegnati nella promozione del territorio e nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, e avrete sicuramente sentito dell’aggiornamento 2012 del World Monument Fund (http://www.wmf.org/our-projects/project-map) – importante istituzione del settore – che si occupa di tenere alta l’attenzione su monumenti che rischiano l’oblio e il deperimento sia a causa dell’incuria da parte delle comunità che da parte dell’amministrazione pubblica.

    Questo è un passo importante per sensibilizzare i governi, ma riteniamo che non sia sufficiente per salvare tutto il patrimonio che arricchisce la nostra penisola. Il database dei “monumenti da salvare”, infatti, non tiene conto di molti edifici, siti archeologici, castelli, chiese e aree d’interesse che sono presenti in gran numero nelle nostre città e che andrebbero salvaguardati e protetti.

    Ecco perchè abbiamo avviato un’iniziativa a livello nazionale – ma già pronta per trovare sostegno anche in altri Paesi – per stimolare tutti gli attori coinvolti nella salvaguardia del patrimonio artistico e culturale a partecipare ad una segnalazione “dal basso” che valorizzi anche i monumenti meno conosciuti, creando un database su mappa che invieremo al WMF per l’edizione 2013.

    Speriamo che questa iniziativa raccolga il vostro interesse e possiate girare la comunicazione alla vostra rete. Il progetto ha più valore se si arricchisce del contributo di tutti.

    Per iniziare a segnalare i monumenti da proteggere ecco il link della mappa: http://www.maptalks.net/project/17626/0

    Nel farvi i miei più cordiali saluti, rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti sull’iniziativa.

    Valerio Bergamasco
    resp. progetto WMF di MapTalks

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