Il balletto delle competenze, il susseguirsi dei progetti presentati e approvati per poi essere ancora modificati, i proclami sui giornali di chi si presenta come “salvatore della Domus Aurea”, salvo poi essere fermato appena in tempo dalla mancanza dell’ultimo bollo, dell’approvazione del comitato tecnico, di questo o di quel parere; tutto questo fa pensare che attorno alla Domus Aurea c’è oggi tanta, troppa confusione, troppe teste, forse nemmeno tutte pensanti, non tutte concentrate sul futuro di un monumento così importante. Alcune certo più desiderose di legare il proprio nome ad un restauro così importante, che preoccupate di intervenire nel modo giusto, con umiltà, prudenza, onestà intellettuale, come la situazione richiederebbe.

La Domus Aurea, però, non ha bisogno di un nuovo Nerone.